Aperti per ferie, aperti all’ottimismo! Non tutti in vacanza a Ferragosto

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Sarebbe stata un’estate strana e ne eravamo consapevoli sin dalla prima ora di una emergenza sanitaria che ha sconvolto, purtroppo e irrimediabilmente, la vita di tante persone in Italia e nel mondo che hanno perso i loro cari. Ma ai paradossi e alle contraddizioni, forse, non eravamo così pronti e ci siamo lasciati sorprendere. In questa nota, che fa seguito ad un mio post su Facebooķ, non vi voglio parlare delle tante persone – per fortuna non la maggioranza – che durante il momento più cupo del lockdown, comodamente svaccate sul divano di casa nella pausa tra una serie TV in streaming e la digestione di ogni ben di Dio gastronomico, hanno ammorbato chat e profili social lagnandosi per le conseguenze drammatiche (che ci sono state e ci sono sul serio) del Covid 19 sull’economia. Quanti di noi siamo stati raggiunti da messaggi del tipo ‘Questo Covid mi ha rovinato’ e ancora ‘Ho dovuto chiudere, la mia attività è in crisi… come faccio a recuperare la perdita di guadagni?’, e infine ‘Non mi basteranno mesi per riprendermi e dovrò lavorare rinunciando alle ferie per salvare il salvabile’. No, non voglio parlare di loro che, in questi giorni di caldo e ventoso agosto, hanno abbassato le saracinesche, hanno spento i computer degli studi e… tanti saluti e baci sono andati in ferie…. perché – e abbiamo sentito anche questo – “Sono stanco!’. No, non parliamo di loro. Non disturbiamoli, sono in vacanza e avranno anche abbandonato, per qualche giorno, la frequentazione dei social network, gli stessi muri del pianto telematici che, settimane fa, hanno inondato con le loro lamentele. Parlo, invece, e lo faccio – interpretando il sentire comune –  con riconoscenza e stima, di quel piccolo e silenzioso esercito fatto di  commercianti, artigiani, operai, professionisti, manager (la lista potrebbe essere più lunga) che ha deciso di non staccare la spina neppure nella settimana più calda e immobile dell’anno. Ferragosto incombe con i suoi riti che segnano il passo alle restrizioni Covid, ma loro sono aperti per ferie e aperti all’ottimismo tipico del fare. Succede, quindi, di dover fare loro una telefonata perché si è guastato qualcosa e ti rispondono con gentilezza e disponibilità, vai nel negozio o nella bottega sotto casa e li trovi aperti con larghi sorrisi stampati sul volto, hai dimenticato ad allegare la copia di un F24 tributi e ti rispondono comunque dallo studio professionale perché le scadenze  fiscali sono in vista già all’indomani del Ferragosto. Le conseguenze del Covid 19 sull’economia hanno cambiato il volto alle nostre città d’agosto: pochi turisti, ma strade con alcune attività regolarmente in funzione desiderose di offrire beni e servizi e di recuperare sul serio. Un impegno profuso nella vita reale e non in quella ovattata, falsata e ammorbante riportata nei social.