Test sierologici gratuiti per i donatori di sangue

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Iniziato con il mese di luglio,  il test sierologico gratuito per i donatori dell’Avis ha registrato un significativo successo tanto da prorogarlo fino al 31 dicembre 2020.

Ad oggi sono stati più di tremila le persone che si sono sottoposte al test sierologico.

I donatori che effettueranno la donazione, quindi, potranno effettuare il test, fino al prossimo 31 dicembre, dopo aver preso visione della relativa informativa e previa acquisizione del consenso informato. Gli scopi sono due:

  • Individuazione di donatori positivi al fine di acquisire donazione di plasma iperimmune per eventuali terapie per pazienti COVID-19 positivi, secondo quanto previsto dai protocolli di malattie infettive/rianimazione.
  • Valutazione epidemiologica della prevalenza dell’infezione nei donatori di sangue. 

L’iniziativa riguarda tutte le Sezioni Avis della provincia di Ragusa.

L’esecuzione del test sarà a cura del laboratorio analisi del P.O. GIOVANNI PAOLO II. In caso di esito positivo della ricerca anticorpale, il Laboratorio Analisi allerta il CQB – Centro di Qualificazione Biologica – che, a sua volta, provvede ad allertare il Dipartimento di Prevenzione.

Si stima una prevedibile positività intorno allo 0.7% dei donatori testati, pari a circa 140 donatori.

Il Dipartimento di Prevenzione provvederà a contattare il donatore per fissare, direttamente, l’appuntamento per eseguire il tampone a domicilio del donatore stesso.

L’esecuzione dei tamponi avverrà entro 24 ore.

Si provvederà alla messa in quarantena fiduciaria dei donatori positivi in attesa degli esiti dei tamponi: non è prevista quarantena per i familiari.

Il tampone sarà inviato al Laboratorio Analisi di Ragusa a cura del Dipartimento di Prevenzione.

Verrà eseguito il test da parte del Laboratorio Analisi e l’esito sarà comunicato al Dipartimento di Prevenzione e al CQB, quindi, verrà data comunicazione al donatore.

In caso di esito negativo: stop della quarantena fiduciaria.
Invece, in caso di esito positivo avverrà la presa in carico da parte del Dipartimento di Prevenzione, come previsto dalla normativa.