Muore donna trasfusa con sangue infetto, risarcimento ai familiari

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Bergamo, 05/11/2003 TRIBUNALE DI BERGAMO. ©Roby Bettolini

Il Tribunale di Catania ha riconosciuto il diritto del marito e delle due figlie di una donna ad ottenere il risarcimento dei danni che la congiunta aveva subito quand’era ancora in vita.

Una sentenza storica del Tribunale catanese che riconosce agli eredi di una donna deceduta il diritto al risarcimento dei danni subiti, anche se la donna quando era in vita non aveva mai formulato alcuna richiesta o denuncia contro il Ministero della Sanità.

Tutto ha inizio nel 1987: la donna muore nel 2011 ed il marito, assieme alle figlie, nel 2016 richiedono tramite l’avvocato Silvio Vignera il risarcimento danni innanzi al Tribunale di Catania. Nel 1987, la donna si era sottoposta ad un intervento chirurgico di isterectomia totale che rese indispensabile, da parte dei medici, richiedere delle trasfusioni di sangue. Quelle sacche di sangue però erano infette e la donna contrasse l’Epatite C, diagnosticata solo nel 2009, quando accusa i sintomi della malattia.

Due anni dopo, nel 2011, muore senza però avere mai fatto alcuna richiesta di risarcimento danni nei confronti del Ministero della Salute. Il marito e le figlie decidono di affidare all’avvocato Silvio Vignera l’incarico di formulare richiesta di risarcimento relativamente ai danni che la congiunta aveva subito. Dopo anni, il Tribunale di Catania ha riconosciuto il diritto del marito e delle figlie della vittima ad ottenere il risarcimento dei danni.