Spacciavano droga in zona rossa, i carabinieri arrestano due persone

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Spacciavano in una delle zone dichiarate rosse della Regione Siciliana per il rischio contagio da coronavirus. Per questo, nella serata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria hanno arrestato, per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, un pregiudicato cl.64, e un uomo cl.85, entrambi disoccupati e residenti a Vittoria. I militari, nel perlustrare il territorio del comune, chiuso con ordinanza della Presidenza della Regione Siciliana, hanno notato dei movimenti sospetti nei pressi di un esercizio commerciale h24 del centro cittadino.

Durante un servizio di osservazione e pedinamento nei pressi del citato esercizio commerciale, i Carabinieri notavano che i pusher prima incontravano gli acquirenti sulla pubblica via, poi, per sottrarsi alla vista, effettuavano la cessione dello stupefacente -in cambio di denaro- all’interno del predetto locale. Grazie anche al sistema di videosorveglianza installato all’interno dei locali della citata attività commerciale, i Carabinieri hanno eseguito un blitz sorprendendo i due spacciatori mentre cedevano una dose di stupefacente del tipo “marijuana” ad un tossicodipendente del luogo.

A seguito delle perquisizioni personale e domiciliare, uno degli spacciatori celava nella bocca un involucro in carta alluminio contenente sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso lordo di 0,6 grammi: inoltre, nelle tasche dei suoi pantaloni, i militari dell’Arma rinvenivano altri due involucri, in cellophane trasparente, della stessa sostanza stupefacente, per un peso complessivo di 4,6 grammi.

La sostanza stupefacente rinvenuta è stata sequestrata dai Carabinieri.

I due pusher e il tossicodipendente sono stati sanzionati -tra l’altro- per le violazioni al decreto n.54 della Regione Siciliana, che pone ulteriori misure restrittive alla circolazione di persone nel territorio del Comune di Vittoria.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso le proprie abitazioni, dove sono stati sottoposti agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ragusa, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.