“Ciao padre Raffy”, il saluto dei giovani al sacerdote del sorriso

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Lacrime e speranza. Così una folla, anche se virtualmente, ha dato l’ultimo saluto a padre Raffaele Campailla, morto a 47 anni dopo aver combattuto per tanti giorni contro il Covid.

Questa mattina, al cimitero di Santa Croce, la tumulazione, preceduta dalla benedizione della salma

Poi, alle 15,30, nella parrocchia che guidava da tanti anni, la messa di suffragio presieduta dal vescovo, monsignor Carmelo Cuttitta.

Presenti, per via delle norme per contenere il contagio, solo alcuni sacerdoti e una rappresentanza di fedeli, insieme ai familiare. Presente anche un esponente della giunta comunale di Comiso, città natale di padre Raffaele.

Nell’omelia, il vescovo ha ricordato l’impegno costante e generoso di padre Raffaele in ogni incarico a lui affidato. Il particolare legame con i giovani e le giovani coppie.

Ha ricordato l’ininterrotta preghiera per lui, perché – pur essendo morto senza la possibilità del conforto di un parente in ospedale (triste sorte che tocca tutti i malati di Covid) – l’abbraccio e l’affetto di migliaia di persone lo hanno accompagnato fino all’incontro con Dio.

Una sua figlia spirituale, suor Maria, ha fatto pervenire una lunga lettera, carica di ricordi, di affetto, di dolore e di speranza, nella comune fede che don Raffaele ha sempre coltivato nella sua persona e nelle persone a lui affidate.

“Guardo sull’altare perché so che sei lì… e in questo momento stai sorridendo”…

Ha parlato del suo “immenso zelo apostolico”, dei “consigli, delle ammonizioni, delle chiacchierate”

“Oggi ci diresti che le lacrime, come giusto che sia, devono scendere a fiumi. Ma insieme a esse altrettanti fiumi di preghiera devono scorrere per la tua anima. La preghiera sia un pinte tra te e noi… non ci hai lasciati soli, sei con noi in un altro modo…”.

Poi un giovane, a nome dei tanti giovani della parrocchia: “Vorremmo credere che è il tuo ennesimo scherzo, che poi esci e ci prendi affettuosamente in giro… ci dicevi che avevamo solo un difetto: siti rausani”. Era il suo modo di attrarre i giovani e meno giovani, la battuta sempre pronta, il sorriso luminoso… il dito sempre puntato a Gesù, come hanno ricordato i giovani.

L’ultimo regalo ai suoi ragazzi era stata una penna… e con quella penna hanno scritto l’ultimo saluto.

“Ciao, padre Raffy… ora che sei lassù potrai guarire la nostra ragusanite”…

Nella preghiera dei fedeli, è stato ricordato come la via di padre Raffaele, sia stata per tantissime persone “un dono dal valore inestimabile”.

In questi giorni una valanga di messaggi, di commenti, di ricordi, di foto… segno che, padre Raffaele, ha seminato tanto, ha seminato bene. Alla famiglia, alla comunità parrocchiale, al presbiterio, ai suoi amici, il cordoglio e la vicinanza della nostra redazione.