Ricapitalizzazione Aeroporto di Comiso, bloccati i fondi regionali

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La Regione blocca le risorse stanziate per la ricapitalizzazione dell’Aeroporto di Comiso, paventando la violazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato. A rischio il mantenimento del 35% di partecipazione azionaria del Comune alla So.A.Co.

Questa la nota stampa del Partito Democratico di Comiso-Pedalino:

“Nella seduta del Consiglio Comunale il Partito Democratico, unitamente alle forze di opposizione presenti, ha votato a favore della destinazione del contributo di cui all’art.25 comma 2 della Legge Regionale n.9 del 15 aprile 2021 in favore di So.A.Co. S.p.A. in funzione della ricapitalizzazione della società, per difendere il mantenimento del 35% di partecipazione azionaria alla società di gestione dell’aeroscalo. Questo ulteriore provvedimento, che segue altri analoghi, già proposti dall’Esecutivo casmeneo e approvati dalle opposizioni, si è reso necessario per le intempestive e non condivisibili determinazioni della Regione Siciliana che solo qualche mese fa, dopo l’approvazione della citata Legge Regionale che prevedeva il contributo al Comune di Comiso, ha paventato la violazione della vigente legislazione europea in materia di ‘Aiuti di Stato’.

La vicenda è davvero paradossale e desta molte perplessità in quanto la Regione Siciliana a seguito della Legge regionale N°15/2021 – con la quale veniva stanziato un contributo straordinario di € 2.775.000 – approvata all’unanimità dall’ARS, aveva trasferito le risorse per consentire al Comune la sottoscrizione delle quote destinate alla ricapitalizzazione, salvo inibirne il trasferimento del Comune di Comiso alla SoACo su disposizione dl Dipartimento delle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, che ha postulato una misura di Aiuti di Stato (art. 107 -TFUE) valutando tale intervento come un finanziamento che falserebbe la concorrenza incidendo sugli scambi nel mercato del trasporto aereo dell’Unione Europea.

Una situazione drammatica perché a seguito di ciò il Comune non può sottoscrivere le quote rischiando di erodere la propria presenza azionaria in So.A.Co dal 35% a solo il 5%.

La vergognosa pastoia burocratica diventa una matassa e i tempi si allungano fino al 29 ottobre, quando il comune di Comiso un giorno prima della scadenza, esercita il diritto d’opzione per la sottoscrizione delle quote azionarie riservate, senza tuttavia versare le somme necessarie, violando così l’art. 2439 del Codice Civile con la conseguenza di essere messo in mora da So.A.Co che richiede e ottiene l’anticipazione delle risorse da parte del socio di maggioranza SAC (deliberato il 26 novembre 2021) nelle more che il Comune possa provvedere. In atto l’anticipazione della SAC la mette in condizione di avere il 95% della So.A.Co

Per poter disporre delle risorse su richiesta della Regione, il Comune è stato costretto ad adire la procedura di notifica alla Commissione Europea per la concessione di Aiuti di Stato il cui esito dovrebbe arrivare entro la fine del mese di febbraio.

Preso atto della disponibilità della SAC d recedere dalla posizione una volta ottenuto il rimborso da So.A.Co. nell’ipotesi in cui il Comune di Comiso dovesse procedere al versamento dovuto, rimane il fatto che il nostro Comune è esposto al rischio di perdere gran parte della propria partecipazione azionaria, proprio nel momento del percorso dell’auspicabile fusione tra le società dei due aeroporti di Comiso e Catania.

Ancora una volta la Regione Siciliana opera in modo incoerente e contraddittorio tra realtà aeroportuali come Comiso e Trapani e tra procedure di assegnazione dei contributi, tenendo conto del fatto che per anni che la So.A.Co, attraverso il Comune di Comiso, ha avuto finanziato dalla Regione i costi ENAV per i controllori di Volo, senza che questi i configurassero come aiuti di Stato.

In questa difficile fase – nonostante l’Esecutivo non abbia costantemente informato i consiglieri sulle criticità emerse da qualche mese, comunicandoci solo adesso la difficile situazione nella quale versa partecipazione del Comune – come PD siamo impegnati in tutte le sedi a sostenere le ragioni del nostro Ente locale, affinché possa continuare a mantenere la partecipazione del 35%, utilizzando le risorse destinate all’uopo dalla Regione, proposte e decise in modo unanime da tutte le forze politiche. Siamo certi che il parere della Commissione europea competente sarà positivo perché l’intervento è certamente al di fuori del perimetro degli aiuti di stato, chiediamo tuttavia, all’Amministrazione comunale l’attivazione di tavolo tecnico-politico con la presenza di tutte le forza politiche che monitori costantemente la situazione e prepari una eventuale strategia alternativa nella malaugurata ipotesi di esito negativo della procedura di verifica europea.”