
E’ stata avviata la procedura di cessazione definitiva del Madison di Ragusa. A comunicarlo è la stessa società romana che aveva acquisito il multisala di contrada Cimillà, cambiando il nome originario Cineplex, di cui ultimo proprietario era stata la famiglia Ferrero. Si chiude così una attività ormai ventennale, che aveva aperto le sue porte nel lontano 2005 e che soprattutto nei fine settimana e nel periodo natalizio, era capace di attirare centinaia e centinaia di persone ogni giorno. La nuova proprietà ha investito in vari lavori di riammodernamento ma la relazione dei Vigili del fuoco ha costretto il sindaco di Ragusa ad emettere un’ordinanza di chiusura che ormai perdura da diverse settimane ed a seguito della quale è scaturita una querelle tra la società e la stessa Amministrazione.
L’ultima comunicazione che campeggia nell’home page del sito ufficiale è quanto mai perentoria: “Informiamo la gentile clientela che la struttura Madison Cinemas di Ragusa è attualmente chiusa e che, alla luce del protrarsi dell’ordinanza di chiusura emessa dal sindaco di Ragusa e dell’assenza di riscontri ufficiali nonostante la documentazione presentata dalla società, è stata avviata la procedura di cessazione definitiva dell’attività. Nei prossimi giorni indicheremo le modalità dei rimborsi degli abbonamenti ancora attivi e degli ingressi rimanenti, a partire dalla data del 18 aprile”.
Tanti i commenti sulla vicenda. Tra tutti, quelli di Carmelo Arezzo: “Non riesco a comprendere cosa in seguito ad un intervento di modernizzazione e di miglioramento della tecnologia, del confort e dell’arredo delle sale, possa essersi determinata una impasse così rilevante da risultare insuperabile. Chi crede ancora che la bellezza e l’attrattiva di un territorio passano anche attraverso la valorizzazione della cultura non può restare in silenzio ed indifferente davanti a questo ennesimo vergognoso arretramento della nostra città”.
L’architetto Gaetano Manganello interviene con un’analisi più ampia: “Bisogna dichiarare senza ombra di dubbio che la posizione del multisala in una periferia estrema, all’interno, se non oltre l’area di sviluppo industriale, sia stata un vero atto di miopia politica di chi allora approvò i permessi per tale costruzione. La localizzazione del multisala è stato l’ennesimo atto, tra i primi di sicuro che hanno iniziato la tendenza a privare il centro storico di funzioni che lo tenevano in vita. Atti che con la costruzione di supermercati e centri commerciali senza un vero piano per il commercio, insieme alla demolizione di importanti testimonianze storiche della città, continuano a decretare il completo disinteresse ad un centro vivo e qualificato di importanti funzioni culturali, commerciali e abitative. Il tema quindi dovrebbe essere, permettetemi di scriverlo, non quello di reclamare la riapertura in quel posto sperduto, di un multisala rinnovato. La volontà avrebbe potuto essere, prima di questo nuovo intervento di riammodernamento, quella di stimolare l’imprenditore o gli imprenditori ad investire nel centro storico sul recupero di quelle strutture abbandonate, vedi il cinema La Licata o sottoutilizzate, vedi il cinema 2000”.
Resta da capire, a questo punto, se la struttura sia in vendita e se qualche gruppo imprenditoriale sia interessato a rilevarla. Si tratterebbe dell’ennesimo cambio di proprietà.
