40 anni dopo, a Comiso un fiume di gente contro la guerra

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Un fiume di gente. Qualche migliaio di persone oggi a Comiso a distanza di 40 anni dalla grande marcia contro i missili Cruise per chiedere, ancora una volta un mondo di pace.

Tanti ragazzi e tante gente che 40 anni fa c’era, per dire che la pace è l’unica via possibile.

“Dobbiamo fare fuori la guerra dal nostro futuro, la mia generazione pensava di averla cancellata – ha detto dal palco della manifestazione Vito Lo Monaco, presidente del Centro studi Pio La Torre – 40 anni fa eravamo qui, a Comiso, in un grande movimento unitario contro l’installazione dei missili Cruise e il Patto di Varsavia. Oggi, come allora, qui si sono dati appuntamento associazioni di ogni tipo, studenti, sindacati, sindaci, rappresentanti religiosi, buddisti e islamici per ribadire un no compatto alla guerra in Ucraina. Solo con la pace si possono garantire democrazia e libertà e sconfiggere le mafie, le uniche a beneficiare dei conflitti e del riarmo”.

“Torniamo qui per ribadire che Comiso è un luogo internazionale di pace e che la memoria è importante – ha aggiunto il presidente Lo Monaco – nel 2014 il nome di Pio La Torre è tornato sull’aeroporto di questa città che un’amministrazione di centrodestra aveva invece scelto di cancellare, intitolando lo scalo al generale Vincenzo Magliocco. L’impegno pacifista di Pio La Torre è qui”.
L’appello a partecipare alla marcia lanciato dai promotori è stato condiviso da associazioni, istituzioni, partiti ed esponenti politici e della società civile. Tra le adesioni quelle di molti eurodeputati e Comuni della Sicilia. Il corteo partito dal parco Baden Powell ha raggiunto piazza Fonte Diana, per la manifestazione conclusiva. Il segretario provinciale della Cgil, Giuseppe Scifo, ha dato il benvenuto a Comiso ai partecipanti alla manifestazione insieme al sindaco Maria Rosa Schembari. “Quarant’anni fa, mentre si lottava per il timore di una guerra nucleare – ha detto il sindaco – mai avremmo immaginato di ritrovarci dopo quarant’anni con una guerra vera alle porte . La guerra è morte, la guerra è schifo”.

Momento toccante quando sul palco è salito il monaco buddista Gyosho Morishita, giunto a Comiso nei primi anni ’80 per partecipare e promuovere le manifestazioni pacifiste. Morishita con il suo tamburo ha lanciato un messaggio di pace.