La Sicilia si spirtusa, sì alle trivellazioni ‘a valanga’ in tutta l’Isola

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Il ministero della Transizione ecologica ha dato il via libera alle trivelle per la ricerca di petrolio e gas in buona parte della Sicilia e del suo mare.

Come riporta Repubblica, il Ministero lo ha messo nero su bianco sul suo Pitesai, il piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, approvato poco più di un mese fa.

Escluse del tutto Valle d’Aosta, Trentino- Alto Adige, Liguria, Umbria, Toscana e Sardegna, mentre in Sicilia si spirtusa eccome,

Se si esclude l’area metropolitana di Palermo e la punta peloritana, tutto il resto dell’Isola è a rischio trivellazioni e le concessioni in attesa sono già numerose.

A scorrere le istanze e le concessioni si scoprono quelle della Irminio che con “Case La Rocca” lambiscono il territorio di Donnafugata e con un’altra istanza interessa l’intero comune di Scicli. Poi le ricerche di Eni: “Passo di Piazza” che copre una superficie di oltre 734 chilometri fra le province di Caltanissetta, Catania, Ragusa ed Enna, e “ Friddani”, 692 chilometri fra le province di Enna, Catania e Caltanissetta. Ricerche che secondo il Movimento 5 Stelle siciliano potrebbero avvenire anche tramite esplosioni sotterranee e che interessano parchi e aree protette e sfiorano la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. E poi Mazara, Ragusa e le concessioni di Energean a Comiso.

Contro il piano del ministero della Transizione Ecologica la Regione ha inviato un corposo dossier.