Suor Bartolomea è tornata alla Casa del Padre

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Foto archivio Caritas
Si è spenta a Codogno Suor Bartolomea De Marchi, della Congregazione delle Missionarie di Santa Francesca Cabrini che fu Superiora della Missione a Ragusa presso il Centro di Pronta Accoglienza SS. Annunziata di via Ungaretti dal 1988 al 2001.
Il Vescovo Mons. Giuseppe La Placa, sottolineando l’opera preziosa svolta a beneficio della comunità diocesana negli anni in cui risiedette a Ragusa, ne evidenzia i tratti dell’opera di carità esplicata presso il Centro di Pronta Accoglienza SS. Annunziata e non solo.
Il Centro iniziò a funzionare fin dal 1985 ad opera delle Suore del Sacro Cuore di Gesù di Ragusa e dal 1988, accogliendo l’invito del Vescovo Mons. Angelo Rizzo, subentrò nella gestione la congregazione delle Missionarie di Santa Francesca Saverio Cabrini destinando oltre suor Bartolomea, col ruolo di Superiora, altre due suore: Suor Giacinta e Suor Francesca. Suor Bartolomea dal 1988 al 2001 si dedicò totalmente al Centro di Pronta Accoglienza, servizio di carità fortemente voluto dalla Diocesi.
Riguardo a quanti giornalmente bussavano alla porta del Centro, chiedendo accoglienza e cibo, Suor Bartolomea amava ripetere: “Sono questi i poveri che Gesù indica come primi destinatari della buona notizia del Regno, quelli che soffrono della privazione dei beni necessari per la vita, i poveri ai quali i discepoli devono distribuire tutto quello che hanno. Il nostro servizio si ispira alla certezza che il sacramento del fratello è la via che il Signore ci ha indicato per legarci a Lui”.
Accanto al servizio presso il Centro, Suor Bartolomea si spese anche nella nascente Comunità Incontro Betania di contrada Magnì, creata per il recupero dei ragazzi tossicodipendenti, ai quali la suora garantiva sostegno materiale e spirituale.
Tantissime persone hanno conosciuto la materna accoglienza, dedizione e testimonianza di Cristo Gesù di Suor Bartolomea e delle altre suore che via via si sono succedute, fino al 2008. Tra di essi ci sono i numerosi giovani obiettori di coscienza della Caritas diocesana, che hanno svolto i mesi del servizio civile presso il Centro a stretto contatto con lei, le ragazze dell’anno di volontariato sociale nonché gli innumerevoli volontari che hanno potuto vivere e crescere attraverso il suo instancabile zelo.
Al Centro era presente il libro “La Strada” in cui gli ospiti, proveniente da ogni parte del mondo, lasciavano la propria testimonianza per i servizi ricevuti, accoglienza ed ospitalità, conforto ed orientamento, situazioni di deprivazione ma anche di violenze e abusi; “La Strada” rappresenta il libro della carità viva che, attraverso Suor Bartolomea e la congregazione di appartenenza, la Diocesi di Ragusa ha garantito nel territorio. Per questa ragione, nel febbraio 2001, anno in cui conclude la sua Missione iblea, a Suor Bartolomea viene conferita la cittadinanza onoraria di Ragusa e la contestuale consegna della medaglia d’oro, dall’allora sindaco Domenico Arezzo.
Non ha fatto mancare il suo impegno nelle iniziative pastorali della Diocesi, garantendo sempre la presenza e facendo parte per oltre dieci anni del Consiglio diocesano Caritas.