Tonno contaminato e carne esposta all’aria aperta al mercato di Catania

299

I Carabinieri del NAS di Catania hanno ispezionato numerosi esercizi del centro storico catanese e del lungomare di Ognina, tra i quali macellerie, ristoranti e bar. Le verifiche hanno portato al sequestro di 400 chili di alimenti e multe per oltre 8.000 euro per i titolari di 5 esercizi, due dei quali hanno subito anche la sospensione dell’attività.

Nel dettaglio sono stati sequestrati oltre 60 kg di prodotti ittici posti in cattivo stato di conservazione e per i quali non era stata minimamente documentata la cosiddetta “filiera alimentare”. Tra questi anche alcuni chili di telline, delle quali non era stata dimostrata l’origine e la provenienza. Contestata, in alcune macellerie del mercato di Piazza Carlo Alberto, la condotta vietata ed antigienica di esporre le carni macellate all’esterno dell’esercizio, senza alcuna protezione da insetti ed agenti atmosferici, a temperature ambientali elevate, vista l’ondata di caldo delle scorse settimane. Sequestrati quindi circa 100 chilogrammi di carne. Di particolare rilievo è stato il sequestro operato dai Carabinieri del NAS, congiuntamente al Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’Asp, di oltre 2 quintali di alimenti di varia natura, tra i quali prodotti ittici, stoccati in modo promiscuo in una cella frigo in una trattoria del lungomare cittadino, con pericolo di contaminazione crociata. L’attività è stata immediatamente sospesa. Gli alimenti erano tenuti in condizioni igienico-sanitarie molto precarie e pertanto immediatamente distrutti, perché ritenuti non idonei al consumo umano. In tale ambito, su una partita di tonno è stata eseguita la campionatura per l’eventuale presenza di sostanze nocive per la salute e l’esito delle analisi di laboratorio ha consentito infatti di verificare la presenza di istamina ad alta concentrazione. Tale sostanza, che mette a rischio la salute del consumatore, si forma solitamente a causa dalla rapida degenerazione del pesce sottoposto ad alte temperature ambientali, interrompendo la cosiddetta “catena del freddo”. Il titolare dell’esercizio è stato denunciato.