Corso di Inglese per operatori della Gdf, consegnati i diplomi

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Si è concluso ieri pomeriggio a Ragusa Ibla, con la cerimonia della consegna dei diplomi, il corso di lingua inglese frutto della collaborazione fra l’Università di Catania ed il Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza.

All’evento, tenutosi nella splendida cornice dell’ex Convento di Santa Teresa, erano presenti il prefetto del capoluogo ibleo, Giuseppe Ranieri, il presidente della Struttura Didattica Speciale di Ragusa per l’Università di Catania, prof. Stefano Rapisarda, il comandante Regionale Sicilia delle Fiamme Gialle, gen. d. Cosimo Di Gesù, il comandante Provinciale della G. di F. di Ragusa, col. Walter Mela, il presidente del Consorzio Universitario ibleo, dr. Giuseppe Lavima, l’assessore all’Università del Comune di Ragusa, dr. Giovannni Iacono, la responsabile scientifica del corso, prof.ssa Cristina Arizzi, e la docente madre lingua prof.ssa Claire Owen.

L’attività formativa in argomento, estrinsecatasi nella fruizione di 50 ore di insegnamento nell’arco di due mesi, è stata rivolta a 16 militari della Guardia di Finanza, alcuni dei quali svolgono servizio presso i porti e gli aeroporti della Sicilia orientale, e gli altri sono imbarcati sui mezzi navali che, nel canale di Sicilia, assolvono alle delicate ed esclusive funzioni di polizia del mare per la repressione delle attività illecite, nonché partecipano ad operazioni di soccorso a salvaguardia della vita umana in mare.

I discenti erano stati specificamente selezionati in quanto già in possesso di un buon livello di conoscenza della lingua, punto di partenza per l’apprendimento di nozioni specifiche finalizzate all’utilizzo di una corretta comunicazione tecnico-giuridica tra operatori di polizia e utenza in transito negli scali portuali e aeroportuali, nonché in navigazione nelle acque territoriali, ed altresì per l’addestramento all’interlocuzione in situazioni critiche, come quelle relative al salvataggio ed al recupero delle persone a bordo di imbarcazioni spesso a rischio di affondamento, in cui è fondamentale trasmettere messaggi chiari e precisi in modo corretto, efficace ed empatico, sì da infondere la maggiore sicurezza possibile a chi si trova in situazioni psico-fisiche debilitate.

Il corso costituisce una novità assoluta per le Fiamme Gialle siciliane, e l’aver offerto la possibilità di rafforzare le competenze comunicative ai propri militari impegnati alle frontiere portuali, aeroportuali ed in mare, conferma l’impegno del Corpo nel settore della post formazione e del potenziamento linguistico, a concreta testimonianza della volontà di porsi sempre più come forza di polizia pronta a misurarsi a livello europeo ed internazionale.

A conclusione della cerimonia, gli intervenuti hanno espresso l’intendimento che quella odierna sia solo la prima di una lunga serie di collaborazioni formative, che in futuro possano concernere progetti per approfondire la conoscenza di lingue e culture straniere che si stanno facendo sempre più presenti nella nostra quotidianità.