
I Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta hanno dato esecuzione a cinque provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di altrettanti soggetti, indagati o condannati in via definitiva per diversi reati.
A Gela, i militari dell’Arma hanno arrestato un pregiudicato di 37 anni già sottoposto agli arresti domiciliari. Il provvedimento di aggravamento della misura, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Caltanissetta, è scattato a seguito della reiterazione di condotte di maltrattamenti contro la compagna. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di Gela.
Sempre a Gela, un giovane di 26 anni, anch’egli pregiudicato, è stato arrestato dopo le ripetute violazioni della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’uomo è indagato per maltrattamenti contro i genitori. Il Gip del Tribunale di Gela, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.
A Riesi, i Carabinieri hanno dato esecuzione a due provvedimenti. Il primo riguarda un trentenne, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta, per i reati di estorsione e rapina commessi tra il 2017 e il 2024. Dovrà scontare due anni di reclusione.
Il secondo arresto ha riguardato un quarantaseienne che dovrà scontare otto mesi di reclusione in detenzione domiciliare per un furto aggravato commesso a Riesi tra il 2018 e il 2021. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Caltanissetta – Ufficio Esecuzioni Penali.
Infine, a San Cataldo, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di espiazione pena detentiva in carcere nei confronti di un uomo di 46 anni con precedenti giudiziari, che deve scontare tre anni di reclusione. Anche in questo caso, l’uomo è stato trasferito presso la Casa circondariale di Caltanissetta.
Le autorità ricordano che, per i soggetti le cui posizioni processuali si trovano ancora nella fase delle indagini preliminari, vale il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.
