
Le radici ragusane come tratto identitario profondo, umano e artistico della regista Margherita Spampinato che ha vinto ben tre David di Donatello: Esordio alla regia, Sceneggiatura originale e Casting.
A sottolinearne con orgoglio le origini iblee è stato lo zio della regista, attraverso la pagina social “Fratello di Giovanni Spampinato”. Si tratta di uno spazio dedicato alla memoria del giornalista ragusano, corrispondente de L’Ora di Palermo, assassinato a Ragusa nel 1972 quando aveva appena 25 anni. Una pagina che continua a chiedere verità e giustizia sulla morte del giovane cronista e che, in queste ore, ha voluto ricordare il forte legame della nipote Margherita con la provincia di Ragusa.

Nata a Palermo, ma figlia di genitori entrambi ragusani (il padre Alberto è un giornalista) Margherita Spampinato porta infatti dentro il proprio cinema la Sicilia delle memorie familiari, delle tradizioni popolari, della spiritualità e delle contraddizioni sociali. Un universo narrativo che emerge con forza in “Gioia mia”.
Il film racconta la storia di Nico, un bambino costretto a trascorrere l’estate in Sicilia dalla zia Gela, figura severa e profondamente legata alla religiosità popolare e alle credenze sugli spiriti. Inizialmente distante da quel mondo, il protagonista finisce per entrarvi lentamente, scoprendo emozioni, fragilità e legami umani profondi.
Dietro la sceneggiatura ci sono esperienze autentiche, ricordi d’infanzia e personaggi realmente esistiti. La regista ha più volte raccontato di essersi ispirata alle donne della sua famiglia, ai racconti ascoltati durante le estati trascorse tra Ragusa e Catania e a quell’universo femminile capace di trasmettere quella che lei definisce “intelligenza sentimentale”.
La Sicilia diventa così non solo ambientazione, ma linguaggio emotivo e culturale. Una terra sospesa tra realtà e immaginazione, tra fede e superstizione, tra modernità e passato.
Oggi, dopo il successo ai David, Margherita Spampinato guarda già avanti. Sta lavorando a un nuovo film dedicato all’adolescenza e nei prossimi giorni sarà al Festival di Cannes per ricevere il prestigioso premio “Women in Motion Awards”, dedicato ai talenti femminili emergenti del cinema internazionale. Accanto a lei sarà premiata anche Julianne Moore.
Un nuovo traguardo per una regista che continua a raccontare la Sicilia più autentica, trasformando memoria personale e identità culturale in cinema di qualità.
