
Arrivano segnali incoraggianti dalla lotta contro il cancro. In Italia i tassi di mortalità oncologica continuano a diminuire e cresce il numero di persone che, dopo aver affrontato un tumore, possono tornare ad avere un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale.
I dati sono stati illustrati dal presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Massimo Di Maio, nel corso della conferenza organizzata dall’associazione durante il congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) in corso a Chicago.
Secondo le stime, nel 2025 in Italia sono state registrate circa 390 mila nuove diagnosi di cancro. Nonostante l’elevato numero di casi, i progressi nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nelle terapie stanno contribuendo a migliorare in maniera significativa la sopravvivenza dei pazienti.
«Almeno un paziente su quattro – ha spiegato Di Maio – è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito». Un dato che testimonia i risultati raggiunti dalla ricerca scientifica e dall’innovazione terapeutica negli ultimi anni.
Anche il confronto internazionale evidenzia una situazione in costante miglioramento. Negli Stati Uniti, dove nel 2026 sono attese oltre due milioni di nuove diagnosi, circa il 70% dei pazienti è vivo a cinque anni dalla diagnosi. L’Italia si avvicina progressivamente a questo traguardo: la sopravvivenza a cinque anni raggiunge infatti il 65% nelle donne e il 59% negli uomini.
Le prospettive per il futuro appaiono altrettanto positive. Le stime indicano che nel 2026, rispetto al biennio 2020-2021, i tassi di mortalità oncologica nel nostro Paese potrebbero diminuire del 17,3% tra gli uomini e dell’8,2% tra le donne.
Risultati che confermano l’efficacia delle strategie adottate negli ultimi anni, ma che, secondo gli specialisti, richiedono un ulteriore rafforzamento degli investimenti nella ricerca, nell’assistenza sanitaria e nell’accesso alle cure innovative.
La sfida contro il cancro resta infatti una delle principali priorità della sanità pubblica, ma i dati presentati al congresso Asco mostrano come i progressi della medicina stiano trasformando sempre più spesso una diagnosi oncologica in una malattia curabile e, in molti casi, definitivamente superabile.
