Cammino per la Pace sabato scorso a Pozzallo

17

A Pozzallo, si è svolto il Cammino per la Pace, organizzato dal Comitato Ibleo per la Pace e il Disarmo. Centinaia di cittadine, cittadini, rappresentanti di 31 associazioni del territorio hanno camminato insieme portando cartelli, intonando slogan e accompagnati da un lungo sudario, realizzato dagli studenti dell’Istituto “La Pira” di Pozzallo, con su impressi i nomi di oltre 18.000 bambine e bambini uccisi a Gaza — un gesto di memoria collettiva un grido del Sud contro l’indifferenza.

La manifestazione ha voluto affermare con chiarezza la contrarietà alla guerra, al riarmo e alla sistematica violazione del diritto internazionale — anche da parte di quei governi che si autodefiniscono “democratici”. 

Il cammino si è articolato in cinque tappe:

1) lettura del Manifesto del Comitato, che pone al centro la pace come pratica concreta, fondata su giustizia e autodeterminazione dei popoli.

2) Intervento sul disarmo, contro le spese militari, che nell’ultimo biennio in Italia sono cresciute vertiginosamente: dai 33  miliardi di euro del 2024 all’astronomica cifra di 45 miliardi nel 2025. La sicurezza non si misura dal numero dei missili e di droni militari o dalla modernità dei blindati. La vera sicurezza è sociale, ambientale, sanitaria ed educativa. 

3) Una tappa alla Villa Comunale sul tema dell’accoglienza ai migranti e sul significato di Pozzallo come porta del Mediterraneo, con la presentazione del Murale di G. Van Helten.

4) Una riflessione sul tema dei diritti umani, civili e sociali violati e l’intervento di Florinda Vitale, referente di Ali e Freedom FlotillaSicilia – “100 porti, 100 città”, che ha ribadito come il diritto internazionale non sia negoziabile e come i governi che lo violano ne risponderanno davanti ai popoli e alla storia.

5) Il cammino si è concluso con un flash mob annunciato dal suono di una sirena cui è seguito un minuto di silenzio per tutte le vite spezzate — e per ribadire l’urgenza di un cessate il fuoco immediato a Gaza e in tutte le zone di conflitto.