Educare alle emozioni attraverso il gioco e il teatro: il progetto con gli alunni della Poidomani di Modica

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Un laboratorio settimanale dedicato all’educazione affettiva ed emotiva, realizzato nell’ambito di Nessuno Escluso, un progetto di contrasto alla povertà educativa, ha trasformato le classi terze e quinte dell’Istituto Raffaele Poidomani di Modica in uno spazio di ascolto, creatività e crescita personale.

Protagonisti del percorso sono stati Fabio Ferrito e Alessandro Vitrano, clown-dottori dell’associazione Ci Ridiamo Sù, che attraverso attività di teatro-gioco e della lettura di albi illustrati, hanno accompagnato i bambini in un viaggio alla scoperta delle emozioni, delle relazioni e di sé stessi.

“Fin dai primi incontri, – racconta una delle insegnati, Serena Reitano- i due educatori hanno dimostrato grande disponibilità e capacità di adattamento, rispondendo con flessibilità alle nostre  esigenze e gestendo con sensibilità le ansie e le preoccupazioni che talvolta emergevano tra noi docenti o negli alunni. Un approccio che ha favorito la creazione di un clima sereno e accogliente, nel quale ogni bambino ha potuto sentirsi libero di esprimersi”.

Le docenti hanno avuto l’opportunità di osservare e apprendere nuove modalità per aiutare gli alunni a far emergere fragilità, paure, talenti e risorse personali. Attraverso attività semplici ma profonde, spesso trascurate a causa dei ritmi imposti dai programmi scolastici, è stato possibile valorizzare aspetti fondamentali della crescita emotiva dei bambini.

Lavorando sulle emozioni, in classe sembrava compiersi una piccola magia: gli alunni si aprivano, raccontavano timori, condividevano sentimenti ed esperienze, imparando a identificare e accogliere la propria affettività. Il gioco diventava così uno strumento privilegiato per conoscersi e conoscere gli altri.

La seconda parte degli incontri era dedicata alla lettura di libri illustrati e alla successiva messa in scena teatrale delle storie. Attraverso il teatro, i bambini imparavano a ironizzare sui propri difetti, a essere generosi, a guardarsi negli occhi, ad ascoltarsi reciprocamente e a sviluppare una maggiore capacità di relazione.

Un percorso fondato su un approccio pedagogico profondo: il gioco rappresenta uno spazio essenziale per lo sviluppo umano. È nel gioco che i bambini imparano a controllare la propria esistenza, a risolvere problemi, a scoprire che il mondo non è poi così spaventoso e che la gioia può essere un’esperienza concreta e condivisa. È nel gioco che si esercitano all’empatia, imparano a vedere le cose dal punto di vista degli altri e a costruire relazioni autentiche.

Giocare non significa semplicemente divertirsi. Il gioco è una vera e propria palestra di vita, un luogo creativo e innovativo in cui si sviluppano competenze emotive, sociali e cognitive fondamentali, che nessun programma scolastico può sostituire completamente.

Il laboratorio ha rappresentato un lavoro di scoperta e di meraviglia, un percorso artigianale e in continuo movimento, capace di adattarsi al gruppo e di valorizzare l’unicità di ogni partecipante. Un’esperienza che ha saputo entrare in contatto con il mondo sensibile dei bambini, complesso e ricco di sfumature, proponendo occasioni di esplorazione percettiva ed espressiva ben oltre le pagine di un libro o i confini di un programma didattico.

Un progetto che ha lasciato un segno significativo nella comunità scolastica, confermando come educare alle emozioni significhi offrire ai bambini strumenti concreti per affrontare il presente e costruire il proprio futuro.