
Sono trascorsi 33 anni dall’omicidio di Andrea Castelli, il giovane vittoriese ucciso a Caucana il 5 luglio 1993 dopo aver difeso la sorellina e altre bambine da un molestatore. Una vicenda che ancora oggi segna profondamente la comunità.
Castelli aveva 24 anni ed era un elettricista. Il giorno precedente all’omicidio, mentre si trovava in spiaggia a Caucana con la famiglia, era intervenuto per difendere la sorella minore e altre ragazzine da un uomo che le stava molestando con pesanti apprezzamenti. L’aggressore, identificato in Filippo Belardi, 25 anni, ricercato per diversi reati e ritenuto vicino a contesti criminali organizzati, si era allontanato dopo il richiamo del giovane.
Il giorno successivo, però, Belardi si sarebbe presentato davanti all’abitazione estiva della famiglia Castelli, sempre a Caucana. Dopo un acceso confronto, l’uomo avrebbe trascinato il giovane in una colluttazione e, poco dopo, esploso un colpo di pistola alla tempia. Castelli è deceduto durante il trasporto in ospedale. Nell’azione armata rimase ferita anche una donna.
Le forze dell’ordine avviarono immediatamente le ricerche dell’autore dell’omicidio, che venne successivamente rintracciato e fermato dalla Polizia di Stato.
Andrea Castelli di recente è stato riconosciuto vittima di mafia. A lui è stata anche intitolata una piazzetta di Scoglitti.
A distanza di oltre tre decenni, la comunità continua a ricordare Andrea Castelli come simbolo di coraggio civile e di difesa dei più deboli, con una memoria che resta viva nelle iniziative istituzionali e nel ricordo dei cittadini.
