
La Polizia di Stato ha eseguito, il 9 luglio scorso, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 52 anni, indagato per detenzione e porto illegale di arma da fuoco e per lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma e dalla premeditazione.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale, riguarda il ferimento avvenuto l’11 marzo scorso in viale Bummacaro, nel quartiere Librino. Secondo quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Procura, la vittima si era presentata al Pronto soccorso dell’ospedale “San Marco” con una ferita al capo e due lesioni da arma da fuoco alla gamba sinistra, giudicate guaribili in venti giorni.
Sul luogo dell’agguato gli investigatori della Squadra Mobile, con il supporto della Polizia Scientifica, avevano rinvenuto e sequestrato un bossolo calibro 380 Auto.
Le indagini, condotte attraverso attività investigative tradizionali e tecniche, oltre alle dichiarazioni raccolte da testimoni e dalla persona offesa, hanno consentito di ricostruire il movente dell’aggressione. Secondo l’ipotesi accusatoria, accolta dal Gip, il ferimento sarebbe stato una sorta di “punizione” inflitta alla vittima per essersi appropriata di 40 euro ricevuti per svolgere un incarico che non avrebbe poi eseguito.
Gli investigatori hanno inoltre evidenziato come l’omertà iniziale della persona ferita abbia rallentato l’identificazione del presunto responsabile, individuato solo grazie ai successivi sviluppi investigativi.
L’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
