
Su delega della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania, i finanzieri del Comando provinciale etneo hanno eseguito la confisca di beni per un valore complessivo di circa 220 mila euro riconducibili a Carmelo Musumeci, 56 anni, condannato in via definitiva per reati fiscali.
Il provvedimento dà esecuzione alla sentenza n. 3419/2025 della Corte d’Appello di Catania, divenuta definitiva, al termine di un procedimento penale nato dall’operazione “Petrolio Fantasma”, che aveva portato alla luce un articolato sistema di frode nel settore dei carburanti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, tra il 2018 e il 2021 sarebbe stata realizzata la commercializzazione di ingenti quantitativi di prodotti petroliferi destinati all’autotrazione, sottraendoli al pagamento di IVA e accise.
La confisca eseguita in questi giorni rappresenta uno degli effetti della condanna definitiva e rientra nell’attività di recupero dei patrimoni illecitamente accumulati.
Gli approfondimenti patrimoniali, svolti dalle Fiamme Gialle nell’ambito delle attività coordinate dalla Procura Generale, hanno consentito di individuare beni riconducibili al condannato per un valore di circa 220 mila euro.
Nel dettaglio sono stati confiscati due immobili situati a Catania, un’autovettura e le disponibilità presenti su conti correnti bancari.
L’attività si inserisce nell’ambito del Memorandum operativo sottoscritto il 23 aprile 2026 tra la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania e il Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza, finalizzato a rafforzare la collaborazione nell’esecuzione delle sentenze definitive e nell’individuazione dei patrimoni da sottoporre a misure ablative.
Come previsto dalla normativa, la confisca costituisce l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna.
