“Scenari”, finale con Cottarelli, Calabresi, e musica di Di Martino

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Scenari 2026 e il suo ultimo week end. Saranno quattro giorni di firme illustri a dare ancora più forza alla rassegna di autori e libri che si avvia a chiudere la sua quinta edizione e a mettere in archivio un altro successo mentre venerdì 24 luglio alle 18 si chiude l’esperienza di Bonajuto for Kids, il laboratorio pratico per bambini dai 5 ai 10 anni voluto dalla direttrice artistica di Scenari Piera Ficili e da Pierpaolo Ruta. Il Fattojo è il luogo che li accoglie e dove poter giocare col cioccolato e conoscere il percorso che compie una fava di cacao per diventare una barretta attraversandone tutte le fasi di produzione. Tra pratica e conoscenza, i bambini decorano soggetti di cioccolato che portano poi a casa; e alla fine del laboratorio i bambini faranno merenda con la torta al cioccolato Bonajuto.

Quattro giorni di parole e non solo che cominciano domani con l’ultimo dei quattro eventi di Scenari al Tramonto con un talk d’altissimo pregio. A dialogare Paolo Magri e Carlo Cottarelli. Sarà il Belvedere dell’Idria, dalle 19 di domani giovedì 23 luglio, a sentire le loro parole su un tema delicato: Dopo le guerre che mondo ci aspetta? Cottarelli, economista, accademico e tra i più autorevoli esperti di finanza pubblica nel Paese, è stato commissario alla Spending Review e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici. Molti e sempre interessanti i suoi saggi divulgativi di un’attività che si è concentrata sull’analisi del debito pubblico e sulla sostenibilità delle politiche economiche. Senza giri di parole (Mondadori) il suo ultimo libro edito lo scorso anno dove Cottarelli afferma chiaramente che l’Italia e l’Europa devono smettere di raccontarsi favole tra debito pubblico, invecchiamento della popolazione, produttività stagnante, transizione energetica e rivoluzione tecnologica. Con un messaggio semplice: più competenza e meno propaganda.

A dialogare con lui c’è Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni Internazionali alla Bocconi. Magri è commentatore di temi di attualità su reti televisive e radiofoniche, autore e curatore di numerosi saggi e ha scritto di recente Liberi tutti? (Ispi 2026) parlando di un mondo sempre più senza regole condivise tra guerre, tensioni tra potenze, crisi climatiche ed economiche. Un mondo egoista dove la libertà senza limiti rischia di trasformarsi in caos globale. Talk che sarà seguito alle 21 da Terrazza Scenari by Raro Jazz sulla terrazza di Raro con il sax di Bruno Ceretto e il dj set di Giuseppe Santoro tra lounge music e funky jazz.

Il fine settimana che fa calare il sipario sulla quinta edizione di Scenari, si apre venerdì 24 luglio, ore 21, scalinata di San Pietro con Mario Calabresi. Giornalista, scrittore, tra le voci più significative del panorama italiano, Calabresi sa intrecciare fasi di memoria personale alla storia collettiva, con uno stile profondamente umano. Già direttore di Repubblica e La Stampa, Mario Calabresi oggi è al vertice di Chora Media e attraverso i suoi libri e il podcast, racconta le fragilità ma anche le possibilità che attraversano la vita di ciascuno. Alzarsi all’alba (Mondadori 2025) è il libro che presenta a Modica, da cui ha tratto ispirazione anche una traccia della prova di italiano dello scorso esame di maturità (la più ‘usata’ dalle maturande e dai maturandi) e dove Calabresi racconta il tempo delle comodità, del tutto facile, argomentando sull’illusione che ogni traguardo può essere raggiunto con il minimo sforzo con le scorciatoie sinonimo di successo. Ma lo fa, scontornando la fatica come elemento catalizzatore della vita quotidiana e vera asse della crescita anche nell’epoca del tutto e subito. Un invito a riscoprire il valore del tempo, della pazienza, della costanza e del dovere dove la fatica non è una scelta o un’imposizione ma un gesto d’amore.

Ventiquattro ore dopo, sabato 25 luglio alle 21, sarà il sagrato della Madonna delle Grazie a salutare la lectio L’incredibile non si può dire a tutti (Rizzoli) di Franco Arminio. Poeta, scrittore e regista, ideatore della ‘paesologia’ per restituire voce ai luoghi dimenticati e alle vite minime, Arminio con i suoi versi attraversa il pensiero e l’anima. E lo fa lentamente e in ascolto. La sua poesia nasce dalla terra e dalle persone, dai silenzi e dai margini e nei suoi reading la parola è viva, capace di aprire attenzione e cura dove anche ciò che sembra perduto torna a respirare. Arminio, presentato dalla giornalista Marianna Triberio, parlerà delle poesie d’amore e delle riflessioni intime contenute in un libro che è una storia sentimentale intensa e necessaria: un invito alla tenerezza e alla fragilità come resistenza in un mondo duro e rumoroso. Un visionario che ci da la possibilità di restare umani.

Il gran finale è domenica, 26 luglio, alle 21, scalinata di San Giorgio là dove era tutto iniziato il 25 giugno con Emmanuel Carrère. Ed è sotto quella scalinata del suggestivo e unico bene dell’Umanità che, in collaborazione con l’associazione Riad, uno dei cantautori più raffinati del nostro Paese guiderà le atmosfere di questa estate e del festival che saluta. Lui è Dimartino, una voce suggestiva, un cantautore che ha sempre fatto della qualità della musica e delle parole in essa, la sua cifra artistica. Che ha costruito la sua carriera unendo introspezione, ironia e una forte sensibilità letteraria che lo avvicina allo spirito di Scenari. Stile che mescola cantautorato classico italiano e sonorità moderne con testi malinconici ma intelligenti. E che con quella musica leggerissima in collaborazione con Colapesce, ha offerto un saggio di qualità difficilmente eguagliabile. Saranno dunque le sue note e le sue parole a chiudere la stagione 2026 di Scenari.