
Il Madison Cinemas di Ragusa non riaprirà. Dopo oltre tre mesi di chiusura delle sale, arriva la decisione definitiva della proprietà. A comunicarla è il proprietario Manuele Ilari, che sulla vicenda torna sulla vicenda ribadendo che, a suo giudizio, la struttura era già nelle condizioni di poter ripartire dopo gli interventi richiesti dai Vigili del Fuoco.
«Abbiamo fatto esattamente ciò che ci era stato chiesto – afferma Ilari – eseguendo tutti gli interventi prescritti. Per noi la sicurezza del pubblico non è mai stata una variabile negoziabile. Da quel momento il problema non è stato più tecnico, ma amministrativo e politico».
Secondo la proprietà, infatti, le autorizzazioni del Madison Cinemas non sarebbero mai decadute. «Le autorizzazioni non sono mai scadute – sostiene Ilari – e tre mesi di sale spente non avevano alcuna ragione di esistere. Non era un problema di sicurezza, ma di un percorso amministrativo che poteva essere chiuso in tempi molto più brevi».
Nel frattempo, durante il periodo di chiusura, il multisala ha dovuto affrontare anche ulteriori problemi. «Ci hanno portato via oltre tre chilometri di cavo dell’impianto elettrico – racconta Ilari – e abbiamo provveduto a rifare tutto a nostre spese, con un investimento importante e in tempi rapidissimi».
Il punto centrale della contestazione riguarda però i tempi della procedura. «Per settimane abbiamo chiesto una data, un riscontro, un atto. Nel frattempo le sale restavano chiuse e i costi continuavano a correre. Alla convocazione della Commissione si arriva soltanto ad agosto, quando la stagione più importante per un cinema è ormai compromessa».
Per Ilari, infatti, il danno economico è legato soprattutto alla perdita delle principali uscite cinematografiche dell’anno. «L’equilibrio finanziario di un cinema si costruisce su poche settimane, quelle dei film più attesi. Sono proprio quelle che ci sono state tolte: l’Odissea di Christopher Nolan, il nuovo Spider-Man, Michael, Minions e Monsters, Toy Story 5 e Il diavolo veste Prada 2».
Una situazione che, secondo il proprietario, rende ormai impossibile la prosecuzione dell’attività. «Non c’è nessun bluff e nessuna volontà di tirare la corda – sottolinea Ilari -. Andare avanti dopo perdite di queste dimensioni non è più possibile. La decisione è presa: avendo perso le uscite più redditizie dell’anno, non riapriremo».
Nel suo intervento Ilari rivolge anche parole dure nei confronti dell’amministrazione comunale, individuando nella gestione della vicenda la causa della chiusura definitiva.
La proprietà ribadisce infine il valore culturale del cinema per il territorio. «Chiudere presidi come il cinema significa menomare una città – conclude Ilari -. Un cinema non è soltanto un’attività commerciale, ma un luogo di cultura e aggregazione».
