
L’Etna torna a intensificare la propria attività. Dalle prime ore di oggi, 19 agosto, l’INGV-Osservatorio Etneo registra la ripresa dell’attività stromboliana al Cratere della Voragine, accompagnata da un’emissione di cenere vulcanica.
Secondo il comunicato diffuso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 3.38 UTC, l’attività stromboliana è ripresa intorno alle 3 UTC, le 5 in Italia. La cenere prodotta dal vulcano, sulla base dei modelli previsionali, si disperde verso il quadrante meridionale.
Parallelamente è stato registrato un deciso cambiamento nei parametri sismici. A partire dalle 2 UTC circa, infatti, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un rapido incremento, raggiungendo il livello alto.
Le sorgenti del tremore sono state localizzate nell’area del Cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra 1.800 e 2.000 metri sul livello del mare.
Un incremento significativo interessa anche l’attività infrasonica. Dalle 2 UTC di oggi è aumentato sensibilmente il numero e l’intensità degli eventi, localizzati prevalentemente nell’area del Cratere di Nord-Est, con ampiezze che hanno raggiunto valori elevati.
L’INGV tiene sotto osservazione anche le deformazioni dell’edificio vulcanico. Al momento la rete GNSS non evidenzia variazioni significative, mentre dalle 2.30 UTC alcune stazioni clinometriche, in particolare le tre installate nell’area sommitale, hanno cominciato a mostrare variazioni nei rispettivi trend.
La stazione sommitale di Cratere del Piano ha accumulato variazioni nell’ordine di pochi decimi di microradiante. Secondo l’INGV, il dato risulta coerente con l’inizio di un processo di deflazione.
La situazione dell’Etna resta dunque sotto monitoraggio, con particolare attenzione all’evoluzione dell’attività stromboliana, del tremore vulcanico e dell’emissione di cenere che, a seconda dei venti, potrebbe influenzare anche l’attività dell’aeroporto di Catania e Comiso.
