Ragusa, imprese in crescita: l’artigianato traina l’economia

33
immagine generata con IA

Il sistema imprenditoriale della provincia di Ragusa tiene e chiude il secondo trimestre del 2026 con un saldo positivo di 78 imprese. A trainare la crescita è soprattutto l’artigianato, che tra aprile e giugno registra un incremento dello 0,77%, superiore a quello complessivo del tessuto produttivo ibleo.

È quanto emerge dai dati diffusi dalla Cna territoriale di Ragusa, elaborati dal Centro Studi dell’associazione guidato dal responsabile Giorgio Stracquadanio.

Nel periodo compreso tra aprile e giugno sono state registrate in provincia 452 nuove iscrizioni a fronte di 374 cessazioni, con un saldo positivo di 78 attività e un tasso di crescita dello 0,22%. Un risultato leggermente inferiore a quello dello stesso trimestre del 2025, ma che secondo la Cna conferma una sostanziale stabilità del sistema imprenditoriale locale.

Più marcata la crescita del comparto artigiano. Nel trimestre sono nate 73 nuove imprese, mentre le cessazioni sono state 28: il saldo è dunque positivo per 45 attività, corrispondente a una crescita dello 0,77%.

Complessivamente in provincia si contano 5.917 imprese artigiane sulle 35.615 attività esistenti, con un’incidenza del 16,8%. Un dato che, sottolinea la Cna, colloca Ragusa tra i territori del Mezzogiorno nei quali l’artigianato mantiene un peso particolarmente significativo.

Analizzando i singoli settori, la piccola industria conta 1.219 imprese e registra un incremento dello 0,99%. Seguono le costruzioni, con 2.243 attività e una crescita dello 0,88%, e i servizi, che raggiungono quota 2.387 con un aumento dello 0,59%.

La struttura dell’artigianato ibleo rimane fortemente legata alla piccola impresa. La ditta individuale rappresenta il 78,5% del totale, con 4.631 attività. Le società di persone sono 692, pari al 12%, mentre le società di capitali sono 565 e rappresentano il 9,5%.

«Prevale ancora una certa insistenza nell’avviare imprese individuali – osserva il presidente territoriale di Cna Ragusa Giampaolo Roccuzzo – ma è evidente che la componente più dinamica è quella delle società di capitali, mentre continua la flessione delle società di persone».

Il quadro viene completato dalle previsioni occupazionali. Sulla base dell’ultimo Bollettino Excelsior di Unioncamere, tra luglio e settembre 2026 in provincia di Ragusa sono previste 11.430 opportunità di lavoro.

La quota maggiore, il 35%, riguarda operai specializzati e conduttori di impianti, mentre il 33% interessa le professioni commerciali e dei servizi. I profili generici rappresentano il 24%, dirigenti, specialisti e tecnici il 6% e gli impiegati il restante 2%.

A esprimere la domanda più elevata sono alloggio, ristorazione e turismo, con 1.440 ingressi previsti, seguiti dai servizi alla persona con 1.320, dal commercio con 1.290 e dalle costruzioni con 840. Altri 290 ingressi sono attesi nei servizi operativi di supporto alle imprese.

A sostenere gran parte della domanda di lavoro saranno proprio le realtà di dimensioni più contenute: oltre il 70% delle assunzioni previste dovrebbe arrivare dalle microimprese.

Resta però molto elevata la componente del lavoro a termine. L’81% degli ingressi dovrebbe avvenire con un contratto a tempo determinato, contro il 10% a tempo indeterminato e il 3% attraverso l’apprendistato.

Per il segretario territoriale della Cna di Ragusa Carmelo Caccamo, i dati confermano il ruolo strategico del comparto nell’economia locale.

«L’artigianato rimane la bussola che orienta la nostra economia – afferma – e la provincia di Ragusa non solo consolida la crescita, ma si conferma punto di riferimento per il Mezzogiorno».

Caccamo richiama soprattutto la necessità di investire nell’innovazione tecnologica delle piccole imprese e nella disponibilità di competenze adeguate alle trasformazioni in corso. In questa prospettiva, secondo il segretario della Cna, anche l’università presente sul territorio sarà chiamata ad assumere un ruolo strategico nei prossimi anni.

La Cna annuncia infine che continuerà a monitorare l’andamento del sistema produttivo provinciale e a sostenere politiche capaci di accompagnare la crescita e l’innovazione delle piccole imprese, con particolare attenzione a un comparto artigiano che continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia iblea.