
Una presenza rimasta nascosta per chissà quanto tempo tra gli ambienti naturali di Pantelleria e scoperta non attraverso l’avvistamento diretto, ma ascoltandone i debolissimi ultrasuoni. Sull’isola siciliana è stata documentata la presenza del nitteride di Tebe (Nycteris thebaica), pipistrello diffuso in Africa ma mai confermato prima con certezza sul territorio europeo.
La scoperta è frutto del lavoro di un gruppo internazionale di ricercatori, che ha effettuato sull’isola un campionamento acustico specificamente studiato per intercettare i richiami della specie.
Il nitteride di Tebe, infatti, emette segnali estremamente deboli e ad alta frequenza, difficili da rilevare attraverso i tradizionali sistemi utilizzati per monitorare i pipistrelli. Proprio questa caratteristica potrebbe aver contribuito a mantenerne nascosta fino ad oggi la presenza a Pantelleria.
Per riuscire a individuarlo, i ricercatori hanno collocato strumenti calibrati per la registrazione degli ultrasuoni in alcuni punti strategici di Montagna Grande.
Ed è arrivata la sorpresa. Le registrazioni non suggeriscono la presenza occasionale di un unico animale: i ricercatori hanno documentato almeno due individui che volano insieme e interagiscono attraverso i loro richiami.
Un particolare che apre uno scenario ancora più affascinante. Secondo gli studiosi, infatti, a Pantelleria potrebbe esistere una piccola popolazione di nitteridi di Tebe rimasta inosservata per moltissimo tempo.
L’ipotesi dell’esistenza di questo pipistrello nell’area siciliana non era del tutto sconosciuta. In alcune monografie naturalistiche dell’Ottocento erano comparsi brevi riferimenti alla sua possibile presenza, ma mancavano prove concrete: nessun esemplare conservato nei musei e nessuna indicazione geografica sufficientemente precisa avevano permesso di confermarla.
La scoperta rafforza anche il particolare valore naturalistico di Pantelleria, isola collocata geograficamente tra Sicilia e continente africano.
Già precedenti ricerche sulla fauna dei chirotteri avevano evidenziato il ruolo dell’isola come crocevia biogeografico tra Africa ed Europa. Uno studio dedicato proprio ai pipistrelli di Pantelleria aveva individuato almeno sei specie presenti sull’isola, comprese forme tipicamente africane.
La presenza del Nycteris thebaica aggiunge quindi un nuovo tassello a questo patrimonio di biodiversità e, soprattutto, apre nuove domande scientifiche: bisognerà comprendere quanto sia numerosa l’eventuale popolazione, da quanto tempo sia presente sull’isola e quale sia la sua effettiva distribuzione.
La ricerca è stata finanziata dal Parco Nazionale Isola di Pantelleria, con il sostegno del premio di ricerca Humboldt della Alexander von Humboldt Foundation e finanziamenti della Heidehof Stiftung GmbH e della Fondazione Leibniz.
