
A sei giorni dal gravissimo incidente sulla Sp 45 Modica-Pozzallo, mentre il giovane coinvolto nello schianto continua la sua difficile battaglia nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore “Nino Baglieri” di Modica, la sorella torna sui social. Questa volta lo fa con un duplice messaggio: da una parte gli aggiornamenti sulle condizioni del fratello, dall’altra un duro appello dopo avere ricevuto un video girato subito dopo l’incidente, con immagini particolarmente forti.
«Ho ricevuto stamattina un video orribile che sta girando, non so a quante persone, mostrando contenuti molto forti su mio fratello subito dopo che si sia verificato l’impatto», racconta la donna.
Nel filmato, secondo quanto riferito dalla sorella, si vedrebbe il giovane a terra mentre tenta di rialzarsi, per poi cadere nuovamente. Ma a ferire profondamente la famiglia non è soltanto la crudezza delle immagini: è soprattutto il fatto che, in quei momenti drammatici, qualcuno abbia scelto di riprendere la scena.
«C’è mio fratello a terra che cerca di alzarsi da solo e cade senza il supporto e l’aiuto di nessuno, non tanto per alzarsi ma quanto meno un supporto umano di qualcuno che gli avrebbe potuto parlare per rassicurarlo o tenergli semplicemente una mano. In quel momento girare un video è stata una cosa disumana», scrive.
Da qui l’appello rivolto a chiunque sia entrato in possesso delle immagini: cancellare il filmato e interromperne la diffusione. La donna chiede inoltre a chi dovesse conoscere l’identità della persona che lo ha realizzato di contattarla privatamente.
Una preoccupazione, la sua, rivolta soprattutto ai genitori: «Spero solo che questo video non arrivi mai ai miei genitori, né ora né in futuro».
La sorella annuncia anche l’intenzione di rivolgersi alle forze dell’ordine: «Domani inizio a prendere provvedimenti seri con l’aiuto dei carabinieri per cercare di capire chi è stato e quante persone lo abbiano».
Sempre questa mattina, la famiglia ha fornito anche un nuovo aggiornamento sulle condizioni di salute del trentenne, che restano molto serie. C’è però un segnale che ha riacceso la speranza dei familiari: il giovane avrebbe reagito alla voce della sorella e a quella della figlia, ascoltata attraverso delle cuffie.
«Oggi mio fratello ha reagito alla mia voce e alla voce di sua figlia sentendola tramite cuffie. Questa è una cosa positiva», racconta la sorella.
Il quadro clinico, tuttavia, resta complesso. Secondo quanto riferito dalla familiare, il giovane non sarebbe ancora in grado di respirare autonomamente. I sanitari avrebbero tentato di procedere con l’estubazione, ma sarebbe stato necessario intubarlo nuovamente e sedarlo. La sorella riferisce inoltre che dovrà essere sottoposto a tracheotomia per supportare la respirazione.
Sul piano neurologico arrivano comunque alcuni segnali incoraggianti. «A livello neurologico c’è, ma un po’ rallentato. Ha risposto ad alcune indicazioni, di muovere la mano, la gamba», spiega la donna, sottolineando però come il fratello abbia dolori diffusi e come il percorso che lo attende sia ancora lungo.
«Ci vorrà tempo. Noi continuiamo a pregare e sperare in un miracolo»
Il grave incidente risale alla notte del 19 agosto. Erano circa le 3 quando il giovane, alla guida di un’auto lungo la Sp 45, la vecchia strada che collega Modica a Pozzallo, per cause ancora da chiarire ha terminato la propria corsa contro un muro in pietra a secco.
L’impatto è stato violentissimo. Soccorso dal personale del 118, l’uomo era stato trasferito in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale di Modica. Gli accertamenti avevano evidenziato un politrauma e la gravità delle lesioni aveva reso necessario un intervento chirurgico.
Successivamente il giovane era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata, dove continua il suo difficile percorso.
Già nei giorni successivi allo schianto la sorella aveva affidato ai social un primo appello, chiedendo di pregare affinché il fratello potesse tornare dalla sua famiglia e, soprattutto, dalla piccola Giulia.
Oggi, a quella richiesta di speranza se ne aggiunge un’altra, di rispetto: fermare la diffusione di immagini che appartengono a uno dei momenti più drammatici vissuti dal giovane e dalla sua famiglia.
