
«Dove accompagneremo i nostri figli l’11 settembre?» È la domanda che un genitore dell’Istituto Comprensivo Raffaele Poidomani di Modica affida a una mail inviata alla nostra redazione, chiedendo chiarezza sulla sistemazione di alcune classi in vista dell’imminente avvio del nuovo anno scolastico.
Le lezioni, si legge nella lettera, riprenderanno l’11 settembre e, secondo quanto segnalato dal genitore, a poco più di due settimane dal ritorno sui banchi alcune famiglie non avrebbero ancora ricevuto indicazioni definitive sulla sede nella quale i propri figli dovranno frequentare le lezioni.
Nella mail viene ricordato come, durante lo scorso anno, tre classi terze siano state trasferite in alcuni locali di via Risorgimento. Secondo il racconto del genitore, la sistemazione avrebbe presentato alcune criticità: assenza di palestra e di spazi esterni e mancanza di un’area destinata al parcheggio.
Proprio quest’ultimo aspetto avrebbe determinato disagi soprattutto negli orari di ingresso e di uscita, quando la concentrazione delle automobili avrebbe reso più difficoltosa la viabilità nella zona.
Alle famiglie, riferisce ancora il genitore, sarebbe stato comunicato che quella sistemazione avrebbe avuto carattere temporaneo e che, nell’anno scolastico 2026/2027, le classi interessate sarebbero tornate nel proprio plesso.
Adesso, però, ad essere interessate dalla necessità di lasciare la sede sarebbero tre classi terze del plesso Sulsenti, i cui studenti hanno già frequentato nello stesso edificio i primi due anni.
Ed è proprio sulla loro futura destinazione che le famiglie chiedono risposte.
Nella lettera arrivata in redazione il genitore pone soprattutto una questione di programmazione. Se la carenza di spazi era già nota dallo scorso anno, si chiede, perché a ridosso dell’inizio delle lezioni non sarebbe stata ancora individuata una soluzione definitiva?
Nell’appello viene ricordato che il Comune di Modica ha pubblicato il 13 agosto 2026 un avviso per la ricerca di locali da destinare a uso scolastico e che il 21 agosto la scuola, attraverso una circolare, avrebbe chiesto alle famiglie di «avere ancora qualche giorno di fiducia e collaborazione».
«La fiducia, però, non può sostituire le risposte», scrive il genitore.
La preoccupazione non riguarda soltanto l’individuazione fisica delle aule. Le famiglie chiedono di conoscere la sede, gli orari, i servizi disponibili e le condizioni nelle quali i ragazzi svolgeranno le attività scolastiche.
La scelta di un plesso scolastico, sottolinea il genitore, incide inevitabilmente anche sull’organizzazione quotidiana delle famiglie. C’è chi deve conciliare gli accompagnamenti con gli orari di lavoro e chi ha più figli iscritti nello stesso plesso o in scuole vicine proprio per semplificare gli spostamenti.
Un eventuale trasferimento comporterebbe quindi la necessità di rivedere nuovamente l’organizzazione familiare. Ma nella mail viene posto l’accento soprattutto sugli studenti, chiamati dopo due anni trascorsi nello stesso ambiente ad affrontare un cambio di sede.
«Ci sono ragazzi che hanno diritto a frequentare una scuola in ambienti adeguati, sicuri e dignitosi», si legge nell’appello.
Il genitore precisa di non chiedere «privilegi» né «soluzioni improvvisate», ma che un problema conosciuto da tempo venga affrontato e che alle famiglie sia fornita una risposta chiara prima dell’avvio delle lezioni.
