Vandali in azione, ma c’è una Ragusa che non resta a guardare

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Da una parte gli atti vandalici ai Giardini Iblei e all’impianto di atletica di contrada Petrulli, dall’altra la risposta di cittadini e associazioni che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e contribuire personalmente a riparare i danni. È da questi due episodi che parte la riflessione affidata ai social dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che mette a confronto quella che definisce una parte di città «maleducata» con «il grande cuore di tanti cittadini perbene».

Il primo episodio riguarda i Giardini Iblei, dove la balaustra recentemente restaurata è stata utilizzata per giocare a tris, lasciando segni sulla superficie.

 

Il secondo si è verificato nell’impianto di atletica di contrada Petrulli durante il fine settimana tra il 15 e il 16 agosto, quando alcuni vandali hanno spostato e danneggiato i materassi utilizzati dagli atleti e bucato in più punti la pista.

Gesti che il primo cittadino invita a non liquidare come semplici bravate. «Magari per alcuni sono goliardici – sottolinea Cassì – ma arrecano danno e sono penalmente perseguibili (e stupidi)».

Agli accertamenti e agli interventi messi in campo da amministratori, uffici e Polizia Locale si è però aggiunta una reazione spontanea della città.

Ai Giardini Iblei alcuni cittadini, dopo essersi accordati con il custode per anticipare l’apertura, hanno volontariamente ripulito la balaustra. Una risposta analoga è arrivata per l’impianto Petrulli, dove le società ASD No al Doping e Atletica Padua, in raccordo con una ditta specializzata che forniva assistenza da remoto, hanno lavorato nonostante il caldo per sistemare il materasso danneggiato.

Un intervento particolarmente importante perché proprio al Petrulli, il 28 e 29 agosto, è previsto un evento regionale di atletica.

«A loro e a tutti coloro che, vedendo una stortura, si rimboccano le maniche per migliorare come possono la città, un enorme grazie», scrive Cassì.

Il sindaco interviene anche su uno dei temi che inevitabilmente torna al centro del dibattito dopo ogni episodio vandalico: la videosorveglianza.

Cassì ricorda che Ragusa dispone di un numero elevato e crescente di telecamere e che l’amministrazione sta continuando a incrementarne la presenza, utilizzando anche apparecchiature di ultima generazione. Ma avverte che non è possibile pensare di controllare ogni angolo della città e, soprattutto, che le immagini non possono essere diffuse liberamente sui social per cercare o esporre pubblicamente i presunti responsabili.

«Facebook non è un tribunale», sottolinea il primo cittadino, ricordando che la diffusione delle immagini deve rispettare la legge.

C’è poi un problema investigativo: una telecamera può riprendere un episodio senza necessariamente consentire l’immediata identificazione di chi lo ha commesso. Se una persona ha il volto coperto oppure se si tratta di un minorenne o di un soggetto mai identificato in precedenza dalle forze dell’ordine, spiega Cassì, la disponibilità di un’immagine non equivale automaticamente all’individuazione del responsabile.

«Le telecamere servono, non c’è dubbio – aggiunge – ma l’educazione e il buon esempio restano il primo baluardo contro l’inciviltà».

Ed è proprio per questo, secondo il sindaco, che assume un valore ancora maggiore la disponibilità dimostrata dai cittadini intervenuti spontaneamente dopo i due episodi.

Cassì fa infine il punto sull’impianto di atletica di contrada Petrulli: previsti un piano dedicato alla manutenzione del verde e il potenziamento della videosorveglianza, mentre si cercano finanziamenti per interventi alla tribuna e ai bagni. Fissati anche i nuovi orari: ultimo accesso alle 20, uscita dalla pista entro le 20.20 e chiusura alle 20.30.