
Venti fototrappole installate in diversi punti di Comiso e spostate periodicamente per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti stanno dando i primi risultati. Diversi trasgressori sono stati identificati e multati e, nei casi previsti, anche denunciati.
A rendere noto l’esito dei controlli è il vicesindaco e assessore comunale Giuseppe Alfano, che affida a un post su Facebook un messaggio particolarmente duro nei confronti di chi continua ad abbandonare rifiuti sul territorio. Il post è stato pubblicato anche sulla pagina ufficiale “Comune di Comiso Informa”.
Il post è accompagnato da ben 20 immagini che documentano altrettante scene riprese dalle telecamere: persone immortalate mentre lasciano sacchi, scatole e altri rifiuti in diversi punti della città.


«A Comiso nuovi talenti crescono – esordisce ironicamente Alfano – ma almeno una bella notizia c’è: le 20 telecamere trappola installate in vari punti della città, che spostiamo di volta in volta, stanno facendo un ottimo lavoro e stanno dando i loro frutti».
L’assessore conferma quindi che i protagonisti delle immagini sono stati identificati e sanzionati e, quando la condotta contestata lo prevedeva, denunciati.
Nessuna intenzione, da parte dell’amministrazione, di allentare i controlli. Anzi, Alfano annuncia che il sistema di videosorveglianza contro l’abbandono dei rifiuti sarà ulteriormente rafforzato.


«Zero sconti. Zero tolleranza. Zero scuse! – scrive –. A chi ha ben pensato o pensa ancora di farla franca rispondo molto semplicemente che io non mi giro dall’altra parte, dinanzi a nessuno».
L’obiettivo è aumentare ulteriormente il numero delle fototrappole e continuare a spostarle sul territorio, rendendo meno prevedibili i controlli. «Continuo e non mi fermo, facendone installare ancora altre – conclude Alfano – perché chi sbaglia deve assumersene le responsabilità. Punto».
Una strategia che punta dunque sulla tecnologia non soltanto per documentare gli episodi di abbandono dei rifiuti, ma soprattutto per risalire ai responsabili e sanzionarli, nel tentativo di arginare un fenomeno che continua a incidere sul decoro urbano e sui costi sostenuti dalla collettività.

