
Essere gentili per legge?Nelle Marche ci stanno pensando davvero, anche se nessuno rischierà una multa per una risposta sgarbata o per aver dimenticato di dire “grazie”.
È in discussione nella prima commissione consiliare una proposta di legge regionale dedicata alla promozione della cultura della gentilezza, declinata attraverso valori come rispetto, ascolto, solidarietà, inclusione, responsabilità e cura dei beni comuni. Il provvedimento dovrebbe arrivare in aula nel mese di ottobre.
A dispetto di quanto potrebbe suggerire l’espressione “legge sulla gentilezza”, la norma non intende obbligare i cittadini a essere cortesi né prevede sanzioni. L’obiettivo è piuttosto trasformare la gentilezza in un principio da promuovere nelle relazioni e nei servizi pubblici.
La proposta punta a favorire comportamenti improntati ad ascolto, accessibilità e accoglienza in diversi contesti della vita quotidiana: dagli uffici pubblici alle strutture sanitarie, fino agli istituti scolastici.
Sono previste iniziative di informazione e sensibilizzazione sul valore della gentilezza, del rispetto reciproco e dell’inclusione. Uno spazio particolare viene riservato anche alla formazione del personale regionale, con attività finalizzate a sviluppare una comunicazione rispettosa e non ostile e relazioni positive con i cittadini.
Insomma, niente “polizia della gentilezza” pronta a intervenire davanti a una parola di troppo. L’idea è quella di utilizzare gli strumenti della sensibilizzazione e della formazione per rendere più accoglienti i rapporti tra persone e istituzioni.
La proposta contiene anche un riconoscimento per le amministrazioni locali che prenderanno particolarmente sul serio questa filosofia: il premio regionale “Marche gentili”.
Sarà rivolto ai Comuni che si distingueranno attraverso progetti capaci di migliorare la qualità della vita e promuovere la cura e la bellezza dei luoghi.
Una legge, dunque, che non punisce chi è poco cortese ma prova a premiare chi sceglie di esserlo. E in tempi nei quali basta aprire un social per imbattersi in discussioni tutt’altro che garbate, l’idea di mettere un po’ di gentilezza nero su bianco potrebbe risultare meno bizzarra di quanto sembri.
E chissà che l’esempio delle Marche non possa diventare contagioso. E che altre Regioni, Sicilia compresa, decidano di mettere nero su bianco il valore della gentilezza. Perché forse non servirà una legge per imparare a dire “grazie”, ma ricordare che rispetto, ascolto e attenzione verso gli altri sono ingredienti essenziali della vita di una comunità non può certo fare male.
