Monterosso Almo, folla e devozione per la festa di San Giovanni

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Fede, tradizione e una partecipazione straordinaria hanno segnato la festa di San Giovanni Battista, patrono e protettore di Monterosso Almo. Una giornata intensa che ha richiamato non soltanto la comunità monterossana, ma anche numerosi visitatori e turisti, confermando il profondo legame del paese con il Battista e la capacità della festa di tramandarsi di generazione in generazione.

Monterosso si è svegliata all’alba con il pellegrinaggio di devozione e il suono festoso delle campane. La mattinata è proseguita con le celebrazioni eucaristiche presiedute dai sacerdoti Francesco Ottone e Salvatore Giaquinta e con la sfilata del corpo bandistico cittadino per le vie del paese.

A metà mattina la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, che nell’omelia ha posto al centro il valore dell’ascolto nella vita cristiana.

«Quando il Signore ci invita ad ascoltare, ci chiede qualcosa di più profondo del semplice sentire – ha sottolineato il vescovo –. Ascoltare significa accogliere la Parola con obbedienza, lasciarla entrare nella nostra vita e trasformarla».

Mons. La Placa ha quindi richiamato la figura di San Giovanni Battista come “uomo del silenzio e della verità”, capace di preparare la via del Signore attraverso l’austerità della propria vita e la forza della testimonianza, indicando l’Agnello di Dio e incarnando la voce profetica nel deserto.

Uno dei momenti più attesi è arrivato alle 11 con la tradizionale “Nisciuta” del simulacro di San Giovanni Battista. La piazza si è riempita di fedeli e visitatori tra squilli di trombe, lancio di “’nzaiarieddi” e lo spettacolo pirotecnico. Un momento particolarmente suggestivo e spettacolare, accolto con grande entusiasmo dai presenti.

Nel pomeriggio la comunità si è nuovamente riunita per la solenne celebrazione eucaristica presieduta da don Fabio Randello e concelebrata dai sacerdoti monterossani e dai parroci emeriti.

A seguire, la seconda uscita del simulacro, accompagnata da un nuovo spettacolo pirotecnico, ha dato il via alla processione e alla tradizionale “Facciata”, con San Giovanni portato a spalla dai fedeli. Un rito nel quale si condensano devozione, memoria e appartenenza e che continua a coinvolgere generazioni diverse di monterossani.

La lunga giornata di festa è proseguita in piazza San Giovanni con la riflessione spirituale di don Randello e con il grande spettacolo piromusicale.

A mezzanotte, il rientro del simulacro sull’altare maggiore e l’estrazione dei biglietti della lotteria hanno chiuso ufficialmente i festeggiamenti.