Ragusa, via Roma riaperta alle auto: “Serve progetto complessivo”

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“La riapertura al traffico di un tratto di via Roma rischia di rimanere un intervento isolato, incapace da solo di rilanciare il centro storico superiore e di dare risposte concrete ai commercianti”. È la posizione dell’architetto Gaetano Manganello, che interviene nel dibattito aperto dalla decisione annunciata dal sindaco Peppe Cassì.

Il provvedimento, adottato in via sperimentale, consentirà il passaggio delle automobili durante la settimana, mantenendo la pedonalizzazione nei fine settimana e in occasione di particolari eventi. Una scelta a lungo sollecitata da una parte degli operatori commerciali, nella speranza che una maggiore circolazione possa contribuire a rianimare la strada.

Secondo Manganello, però, resta da chiarire se si tratterà di una riapertura stabile oppure dell’introduzione di una vera Zona a traffico limitato, con fasce orarie riservate quotidianamente ai pedoni.

«Il provvedimento appare troppo sbilanciato verso il passaggio delle automobili – osserva l’architetto –. Senza ulteriori spiegazioni sembrerebbe una misura una tantum, slegata da una pianificazione complessiva».

Il nodo, per Manganello, è rappresentato proprio dalla mancanza di una visione unitaria. In questo momento è in corso l’elaborazione del Piano particolareggiato e sarebbe quello, a suo giudizio, lo strumento attraverso il quale definire il futuro dei due centri storici, collegando mobilità, commercio, servizi, qualità degli spazi pubblici e investimenti.

Una richiesta che, ricorda l’architetto, viene avanzata sin dal marzo del 2019. Da allora sono trascorsi sette anni durante i quali l’amministrazione, pur disponendo di una larga maggioranza in Consiglio comunale, avrebbe assegnato priorità ad altre scelte.

«L’apertura al traffico di quel breve tratto di via Roma non risolverà la riqualificazione del centro storico superiore e neppure le legittime aspettative dei commercianti», sottolinea Manganello.

La proposta è quella di costruire un progetto capace di attrarre investimenti pubblici consistenti, come avvenuto negli anni per Marina di Ragusa, rivedendo contemporaneamente le scelte urbanistiche e commerciali riguardanti l’intero territorio comunale. L’obiettivo, secondo l’architetto, dovrebbe essere quello di salvaguardare la qualità della vita e ricondurre ogni singolo provvedimento a una strategia più ampia per il futuro della città.