Gela, perseguita la moglie e incendia casa: arrestato

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Avrebbe maltrattato e aggredito la moglie per oltre un anno e, dopo la fine della convivenza, avrebbe continuato a perseguitarla. Per questi fatti un gelese di 34 anni è stato sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Gela su richiesta della Procura della Repubblica.

L’uomo è indagato per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e incendio. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, gli episodi di violenza nei confronti della moglie si sarebbero protratti per oltre un anno e in alcune occasioni sarebbero avvenuti anche in presenza dei figli minorenni.

La donna, dopo aver denunciato i fatti al Commissariato di pubblica sicurezza di Gela, ha raccontato agli investigatori anche gli episodi avvenuti dopo la fine della relazione. L’uomo avrebbe continuato a cercarla e a presentarsi anche sul luogo di lavoro della moglie, provocandole, secondo l’ipotesi accusatoria, uno stato di forte preoccupazione per la propria incolumità.

Lo scorso agosto, inoltre, l’uomo avrebbe dato alle fiamme l’abitazione coniugale, causando danni al mobilio. Successivamente si sarebbe recato nell’abitazione della suocera, dove si trovava la moglie, tentando di forzare il portone d’ingresso. In quella circostanza avrebbe anche danneggiato il lunotto termico dell’automobile della donna.

Al termine delle indagini, la Procura ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare. Il Gip, lo scorso 9 settembre, ha accolto la richiesta disponendo per il trentaquattrenne gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

La posizione dell’uomo resta comunque quella di indagato: la sua responsabilità dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel rispetto del principio di non colpevolezza.