Comiso-Vittoria, studenti alle prese con bus pieni e orari inadeguati

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È diventato un problema quotidiano per numerose famiglie di Comiso e Pedalino quello legato al trasporto degli studenti pendolari che frequentano le scuole superiori di Vittoria. Un disagio che, secondo quanto segnalato dai genitori, riguarda studenti di diversi istituti e licei vittoriesi e che con l’inizio del nuovo anno scolastico si sarebbe ulteriormente accentuato.

Il nodo principale riguarda la disponibilità dei posti sugli autobus nelle fasce orarie di maggiore afflusso. Gli studenti, per riuscire a salire sul mezzo diretto a Vittoria, arrivano alla fermata anche con largo anticipo, ma in alcuni casi gli autobus risultano già pieni.

Una delle segnalazioni riguarda gli studenti che utilizzano il servizio dalla via Roma di Comiso, scelta, spiegano i genitori, proprio per evitare di attendere la fermata successiva, dove il bus arriva già con numerosi passeggeri a bordo. Anche questo, però, spesso non basta.

«Fino allo scorso anno l’ingresso a scuola era alle 8.15, ora alle 8. Sembra un cambiamento da poco, invece incide moltissimo», raccontano alcune famiglie. In questo modo, invece, quando riescono a salire sul bus a Comiso, gli studenti arrivano alla stazione di Vittoria già intorno alle 8 quando già dovrebbero essere in classe. La situazione è nota, ma nonostante questo il ritardo dei pendolari viene segnato sul registro elettronico, con tutte le conseguenze del caso. 

Tra le testimonianze raccolte c’è anche quella di alcune mamme che hanno accompagnato i figli al Parco Ippari alle 7.30, trovando però autobus già pieni.

Le difficoltà non riguarderebbero soltanto il viaggio di andata. Anche il rientro da Vittoria rappresenta un problema per gli studenti che terminano le lezioni alle 14. Secondo quanto segnalato dalle famiglie, il primo autobus utile sarebbe quello delle 14.50, con arrivo a Comiso intorno alle 15.15.

In alternativa, sono gli stessi genitori a dover andare a prendere i figli a Vittoria, nonostante le famiglie paghino regolarmente l’abbonamento al servizio di trasporto.

Una situazione che diventa particolarmente complessa per chi lavora e deve organizzare quotidianamente gli spostamenti in funzione degli orari scolastici.

«Per Ragusa ci sono sei autobus, per Vittoria al massimo due», riferiscono alcune famiglie, chiedendo che venga verificata la distribuzione del servizio in relazione al numero degli studenti che ogni mattina devono raggiungere gli istituti scolastici e che vengano modificati gli orari.

I genitori hanno deciso di formalizzare le proprie preoccupazioni ed hanno già inviato delle PEC al Prefetto, al sindaco di Comiso e ad una delle dirigenti scolastiche, chiedendo attenzione sulla situazione e possibili soluzioni.

La questione sarebbe stata affrontata anche in Prefettura, dove si sarebbe svolto un incontro tra la ditta che gestisce il servizio e i dirigenti scolastici, nell’ambito delle problematiche legate agli spostamenti degli studenti. Nulla è però cambiato.

Nel frattempo, tra le famiglie cresce la preoccupazione per la gestione quotidiana del trasporto.

Il disagio è tale che alcuni genitori starebbero valutando anche una scelta più drastica: trasferire i figli nelle scuole di Ragusa, evitando così il pendolarismo quotidiano tra Comiso e Vittoria.

Una possibilità che potrebbe riguardare studenti dal primo al quinto anno e che evidenzia quanto il problema del trasporto possa incidere sulle scelte scolastiche delle famiglie.

Per alcuni ragazzi, una possibile alternativa sarebbe quella di utilizzare mezzi propri una volta raggiunta l’età per guidare, come la cosiddetta “macchinetta”. Ma anche questa soluzione comporta costi per le famiglie e, soprattutto, apre il tema della sicurezza degli spostamenti sulla strada.

Intanto i genitori continuano a raccogliere le segnalazioni e a documentare i disagi.

Quello che le famiglie chiedono è, in sostanza, un servizio di trasporto adeguato al numero degli studenti che ogni giorno devono raggiungere Vittoria da Comiso e Pedalino e agli orari di inizio e alla fine delle lezioni (diversi rispetto agli anni scorsi) evitando che siano proprio i ragazzi e i loro genitori a dover trovare autonomamente soluzioni alternative.