
Rigenerare le aree degradate, recuperare il patrimonio edilizio esistente e destinare una parte degli alloggi a prezzi e canoni sostenibili. È la proposta che Ance Ragusa intende sottoporre ai dodici Comuni della provincia di Ragusa nell’ambito dell’azione avviata da Ance nazionale sull’emergenza abitativa.
L’idea punta a mettere insieme rigenerazione urbana ed edilizia sociale, legando gli incentivi destinati agli interventi privati a un beneficio concreto per le fasce più deboli della popolazione.
«L’obiettivo – spiega il presidente di Ance Ragusa, Giorgio Firrincieli – è favorire il recupero del costruito e la riqualificazione delle aree degradate, legando gli incentivi agli interventi privati a un beneficio sociale concreto: mettere a disposizione una quota di abitazioni a condizioni sostenibili per le fasce più deboli».
Una proposta che guarda anche ai centri storici della provincia iblea, molti dei quali da anni devono fare i conti con spopolamento, degrado e problemi di sicurezza. Tra le realtà citate da Ance Ragusa ci sono Ragusa, Modica e Vittoria, i tre centri più grandi del territorio.
Il meccanismo ipotizzato prevede di introdurre, negli interventi di rigenerazione e recupero, forme di premialità volumetrica collegate alla destinazione di una parte degli alloggi all’edilizia sociale.
I criteri dovrebbero essere definiti insieme alle amministrazioni comunali, individuando modalità trasparenti per stabilire i beneficiari, determinare prezzi e canoni accessibili e assicurare nel tempo il mantenimento della destinazione sociale degli immobili.
L’obiettivo è evitare che gli interventi producano nuove concentrazioni di fragilità.
«Vogliamo abitazioni accessibili inserite nella vita delle nostre città – sottolinea Firrincieli – negli stessi quartieri, vicine ai servizi, alle scuole e ai luoghi di lavoro. La composizione sociale degli interventi deve favorire l’integrazione, evitando la nascita di quartieri separati e nuove concentrazioni di fragilità».
Per rendere operativa la proposta, secondo Ance Ragusa è necessario intervenire anche sui parametri economici regionali relativi ai costi di costruzione e sui requisiti di accesso all’edilizia sociale. Una richiesta già portata avanti dall’associazione attraverso Ance Sicilia.
«Non possiamo pensare di realizzare abitazioni sociali a prezzi sostenibili se i costi di costruzione sono aumentati significativamente mentre i parametri di riferimento sono rimasti fermi – afferma Firrincieli –. Serve un aggiornamento degli strumenti che consenta agli interventi di essere realmente sostenibili».
Il prossimo passo sarà il coinvolgimento delle amministrazioni locali. Ance Ragusa proporrà ai dodici Comuni della provincia un confronto per individuare immobili, aree e condizioni operative sui quali poter avviare programmi concreti di rigenerazione e recupero.
L’obiettivo è costruire interventi che mettano insieme il recupero del patrimonio edilizio, la riqualificazione urbana e la risposta alla domanda di abitazioni a prezzi sostenibili.
«Recuperare edifici e aree degradate, migliorare la qualità urbana e offrire abitazioni accessibili – conclude Firrincieli – possono diventare parti di un unico progetto per il futuro delle città iblee».
