
Nessuna dimissione e nessuna comunicazione sul futuro politico della legislatura.
La riunione della Giunta regionale siciliana, convocata questa mattina a Palazzo d’Orléans nel pieno delle tensioni interne a Forza Italia sulla ricandidatura di Renato Schifani, si è conclusa senza che il presidente facesse cenno a un eventuale passo indietro. Di dimissioni, durante la seduta, non si è parlato.
Il governo regionale è andato avanti con i punti all’ordine del giorno, tredici in tutto, tra cui un disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione.
Il provvedimento, illustrato dal presidente della Regione, è frutto di un lavoro avviato da tempo insieme all’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e introduce nuove disposizioni per rendere tracciabili i rapporti tra i rappresentanti di interessi privati e l’amministrazione regionale.
Tra le principali novità previste dal disegno di legge c’è l’istituzione, presso la Segreteria generale della Presidenza della Regione, di un Registro pubblico dei rappresentanti di interessi.
Nel registro saranno riportati i soggetti per conto dei quali operano i rappresentanti, gli interessi rappresentati e la natura degli incarichi.
È prevista inoltre un’Agenda pubblica degli incontri, nella quale dovranno essere indicati i partecipanti, le finalità e i procedimenti interessati dagli appuntamenti. Gli incontri dovranno essere registrati entro cinque giorni, mentre le strutture regionali avranno altri cinque giorni per effettuare le verifiche.
Le nuove disposizioni riguarderanno il presidente della Regione, gli assessori, gli uffici di diretta collaborazione, i consulenti, i dirigenti e gli organismi regionali con funzioni istruttorie, consultive o valutative.
Il disegno di legge interviene anche sulla tracciabilità delle interlocuzioni relative alle singole pratiche amministrative, comprese autorizzazioni, concessioni, contributi, finanziamenti e agevolazioni.
Dovranno essere documentati anche i contatti informali riguardanti l’ordine di trattazione delle pratiche, i tempi di definizione, l’assegnazione dei fascicoli, la scelta degli istruttori, le valutazioni tecniche e l’esito dei procedimenti.
Gli incontri dovranno svolgersi attraverso canali istituzionali e lasciare traccia nel fascicolo amministrativo. Anche le comunicazioni rilevanti ricevute attraverso altri canali dovranno essere acquisite agli atti.
Per i rappresentanti di interessi che violeranno le disposizioni sono previste, in relazione alla gravità delle violazioni, il richiamo scritto, la sospensione o la cancellazione dal Registro.
Nel corso della stessa seduta, inoltre, Carmen Madonia è stata nominata nuova dirigente generale dell’Autorità di audit dei programmi cofinanziati dalla Commissione europea della Presidenza della Regione Siciliana.
La nomina, proposta dal presidente Schifani, è stata approvata dalla Giunta. Madonia, già dirigente generale in altri rami dell’amministrazione regionale, ricopriva fino a oggi l’incarico di capo di gabinetto dell’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica. Prende il posto di Giovanni Cucchiara, che aveva guidato l’ufficio speciale ad interim.
Su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò, la Giunta ha inoltre conferito a Filippo Maniscalco, funzionario regionale e dottore in Giurisprudenza, l’incarico gratuito di Mobility manager della Regione Siciliana.
Infine, dopo il parere favorevole della commissione Affari istituzionali dell’Ars, il governo regionale ha completato la procedura per la nomina di Sabrina Cillia quale nuovo direttore del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario con sede a Caltanissetta.
La seduta si è quindi conclusa con l’approvazione dei provvedimenti all’ordine del giorno.
Con la riunione della Giunta conclusa senza dimissioni, l’attenzione si sposta ora sul vertice politico a Roma tra Renato Schifani, Antonio Tajani e Nino Minardo. L’incontro, atteso nei prossimi giorni, dovrebbe servire a fare chiarezza sul futuro politico del presidente della Regione e sui rapporti all’interno di Forza Italia in Sicilia.
Sarà quindi il confronto romano a indicare il prossimo passaggio della vicenda, dopo le tensioni delle ultime ore e le ipotesi di dimissioni rimaste, almeno per il momento, senza seguito.
