Salmonella, Speranza: «Chi penalizza i produttori siciliani?»

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Un caso di contaminazione circoscritto a un’azienda del Nisseno rischia di avere ripercussioni sull’intero comparto orticolo siciliano. A sollevare la questione è Alessandro Speranza, consigliere comunale di Vittoria e delegato alle Politiche agricole, che interviene sulle misure precauzionali adottate da alcune Regioni italiane per la somministrazione di pomodori ciliegino e datterino crudi, alla luce dei casi di salmonellosi registrati.

Nel mirino c’è il rischio che le restrizioni finiscano per coinvolgere indistintamente due territori, le province di Ragusa e Caltanissetta, che rappresentano aree di riferimento per la produzione di pomodorini.

«Con rammarico apprendo dai social che alcune Regioni italiane, per una giusta cautela sulla salute dei consumatori, hanno disposto la sospensione della somministrazione di pomodori ciliegino e datterino», afferma Speranza, che distingue la necessità di tutelare la salute pubblica dalle possibili conseguenze di un allarme esteso a un intero territorio produttivo.

«È inaccettabile l’allarmismo che si sta creando contro due province come Caltanissetta e Ragusa, in quanto sono le due più grosse province di produttori di pomodorini», prosegue il consigliere comunale.

Speranza sottolinea che, secondo quanto riferito, il caso di salmonella sarebbe stato ricondotto a una specifica azienda della provincia di Caltanissetta e che, grazie alla tracciabilità, sarebbe stato possibile individuare tempestivamente il prodotto interessato.

«Il caso di salmonella è stato attribuito a un’azienda del Nisseno e, grazie al percorso di tracciabilità, è stata subito intercettata e messa in sicurezza», dichiara.

Il timore è che le misure precauzionali, pur adottate per proteggere i consumatori, possano alimentare una percezione negativa che coinvolga anche le aziende non interessate dalla contaminazione. Una prospettiva particolarmente delicata per Vittoria, dove il pomodorino rappresenta una delle produzioni simbolo dell’economia locale.

Nel suo intervento, Speranza richiama anche il ruolo del mercato ortofrutticolo di Vittoria, punto di riferimento commerciale per una vasta area produttiva della Sicilia.

«È risaputo che il mercato ortofrutticolo di Vittoria si trova in provincia di Ragusa, ma accoglie oltre 25 mila aziende della fascia trasformata, da Marsala a Pachino, abbracciando diverse province», afferma.

Un riferimento che evidenzia l’ampiezza della filiera che ruota attorno al mercato vittoriese e la portata delle possibili conseguenze di un allarme che coinvolga la provenienza dei pomodorini senza distinguere adeguatamente tra singoli casi e produzione complessiva.

La questione, quindi, non riguarda soltanto la sicurezza alimentare, ma anche la tutela dell’immagine commerciale di un territorio nel quale operano numerose aziende agricole e lavoratori.

Le preoccupazioni del consigliere comunale si traducono infine in una serie di interrogativi rivolti al mondo politico e alle istituzioni regionali.

«La domanda è semplice: chi favorisce una situazione presentata in questo modo? Sono stanchi del caro prezzo degli ortaggi? Abbiamo un Governo regionale che ci sappia difendere?», conclude Speranza.

Parole che chiamano in causa la necessità di una comunicazione chiara sull’origine dei prodotti coinvolti e sull’effettiva portata del rischio sanitario.

La tutela della salute dei consumatori rimane prioritaria, ma per il comparto agricolo di Vittoria e della provincia di Ragusa diventa fondamentale evitare che un episodio circoscritto si trasformi in una penalizzazione generalizzata della produzione locale. La tracciabilità, l’individuazione dei lotti interessati e la corretta informazione possono rappresentare strumenti decisivi per affrontare l’emergenza senza compromettere la reputazione di un intero settore.