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Gli animatori di Crisci ranni impegnati in estate con anziani, disabili e bambini

Finito il Grest, dopo 40 giorni di servizio, i giovanissimi animatori di Crisci ranni sono ancora contenti di portare gioia e speranza

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I giovani danno l’esempio: in estate non si stanno fermando. Finito il Grest, dopo quaranta giorni di servizio, i giovanissimi animatori di Crisci ranni sono ancora contenti di portare la gioia dove la sofferenza e l’indifferenza segna la vita e separa. Ed eccoli presenti alla vacanza della ‘Casa don Puglisi’ a trasmettere gioia con balli, canti, giochi e soprattutto simpatia. E poi ancora, scendere a Pozzallo per il Centro ITE in cui si incontrano giovani del posto e giovani migranti. “Come Caritas – spiega Maurilio Assenza – abbiamo sempre invitato a non dimenticare chi è solo, e certo quest’invito – in sintonia con papa Francesco che lo ha rinnovato in questi giorni – resta un appello a tutti. E però grazie ai giovani sappiamo che non si tratta di opere buone ma di opere belle, di una gioia che riempie la vita”.

Le iniziative sono davvero tante. Si prepara un momento di incontro e condivisione a Pozzallo con giovani che vengono dalla Caritas di Cuneo e intanto si pensa già al nuovo anno. A dire che non si tratta di entusiasmo momentaneo, ma di un seme di bene che sta crescendo nel cuore dei giovani. E ci sono tanti altri momenti di solidarietà: le uscite con anziani, i Piccoli fratelli con i diversamente abili nella spiaggia di tutti, l’Anfass che continua la sua sensibilizzazione, tanti che continuano a visitare gli ammalati e gli anziani perché – come dice una giovane, Paola: “La solidarietà non va in ferie … ed anzi io voglio convincere altri”. Caterina, una giovane che anche durante gli esami di maturità trovava il tempo per andare al grest, spiega: “Ci siamo, perché ci rende felici”. Carlo aggiunge: “Come diceva don Milani (testimone che nel nostro territorio sta diventando un vero compagno di viaggio dei nostri giovani), dobbiamo scrivere grande nella nostra vita: I Care”. E Michele, rafforza questa convinzione, ricordando come la scuola di Barbiana aveva a cuore “un fine, ma non un fine qualsiasi, ma un fine che sia grande”.

Non si stanno dimenticando anche i detenuti: una delle missionarie presenti a Modica ha avviato un corso di arte terapia nel Carcere di Noto per aiutare a vincere solitudine e disperazione e ci si riunisce per capire come non lasciare soli nemmeno persone, segnate certo dai loro errori ma anche da tanta indifferenza che non le aiuta ad inserirsi e correggere gli sbagli. Allora l’invito della Caritas nel cuore dell’estate diventa duplice: “Accorgerci di chi è solo e stare accanto, accorgerci di chi – scoprendo un senso vero della vita – contrasta con i fatti tanto male e indica a tutti la via della vera gioia. C’è chi – colpa gravissima – viene denunciato per incendi fraudolenti, c’è chi, invece, tiene vivo un fuoco che rende veri: il fuoco di una solidarietà polifonica che, mentre dà gioia, aiuta a ripensare città e mondo nella giustizia, nella fraternità, nella pace”.