Gigi Bellassai: “Pensiamo alla green economy come a un motore per l’economia”

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Alle Primarie dei Parlamentari del Pd, lo scorso 30 dicembre, è arrivato secondo dietro Venerina Padua con 1029 preferenze. Gigi Bellassai – già candidato a sindaco di Comiso nel 2008 e Presidente regionale degli Ecologisti del Partito Democratico – è stato collocato all’ottavo posto nella lista del Senato in Sicilia: la sua elezione potrebbe verificarsi qualora la coalizione di centrosinistra ottenesse il premio di maggioranza in Sicilia (14 senatori su 25) e il Pd ottenesse, all’interno della coalizione, i 2/3 dei voti.

 

 

Gigi Bellassai al Senato: non è impossibile. Al di là dei calcoli matematici il cui risultato potrebbe portare alla sua elezione, si tratterebbe di un riconoscimento ad un territorio in cui il Pd esprime già un deputato regionale e si manifesta con un forte radicamento, un riconoscimento legittimo dunque e che tuttavia forse non sarebbe stato possibile se non con le Primarie…

Naturalmente il processo delle Primarie, uno strumento di contrasto reale e concreto all’antipolitica coraggiosamente scelto da Bersani, dà una possibilità inedita tanto a Venerina Padua quanto a me. Si tratta di risultati che nelle segrete stanze di un partito probabilmente non sarebbero mai stati raggiunti, ma che oggi sono il risultato della scelta dell’opinione pubblica e della nostra base.

Per il resto, sono contento di aver preso il 65% dei miei voti a Comiso, la mia città, ma anche di aver preso il 35% nel resto della Provincia: questo dà atto che la gente mi ha scelto per la mia cifra personale e politica di uomo di sinistra e di giovane dirigente, ma anche per la cultura ecologista che porto avanti.

 

Nonostante il Pd abbia portato Crocetta alla vittoria delle regionali, in Sicilia è rimasto indietro rispetto ai grillini e in ogni caso ha toccato con mano la lontananza dei cittadini dalla politica e dai partiti? Come reagisce chi ora è protagonista di questa nuova campagna elettorale?

Nel frattempo qualcosa è cambiato. Intanto la qualità e la buona politica sono andate al governo della Regione:  Crocetta sta già facendo, non solo dicendo. E il Pd sta dimostrando non solo di proporre una buona politica, ma anche di sapersi confrontare con questa realtà e di sapersi mettere in gioco, come ha fatto con le Primarie e con le liste pulite (impegno mantenuto anche a costo di perdere i consensi degli esclusi). Per noi la politica si è sempre fatta in mezzo alle persone: io ci sono sempre stato e so che parlando e spiegando le cose si può essere utili e questo impegno può essere riconosciuto.

 

I temi dell’ambiente le sono tradizionalmente cari. Molte indicazioni sono presenti nel programma di Bersani: si parla di green economy e di modelli europei. Ma – realisticamente – quanto sono distanti dalla situazione della nostra Sicilia?

Dobbiamo imparare a vedere le politiche ambientali non più solo in termini di tutela, ma come volano per la modernizzazione del sistema industriale: è un dato di fatto che in Sicilia si creerebbero 6 mila nuovi posti di lavoro se si puntasse alla raccolta differenziata. Già la Provincia di Ragusa sa bene tutto questo perché i dati della Camera di Commercio ci dicono che tutti i comparti sono in arretramento tranne quello della green economy. Credo che l’elemento ecologista, in questo senso, possa diventare sempre più presente e concreto.

 

Se dovesse farcela, a diventare senatore della Repubblica, cosa farebbe innanzitutto?

Viviamo in una Regione in cui finalmente un Governatore ha messo al centro della propria politica i tagli alla spesa e gli investimenti per tutto ciò che può produrre sviluppo e occupazione. Credo che si realizzerà una piena identità di vedute con Bersani e che questo porterà dei risultati. Una mia preoccupazione sarà certamente per l’agricoltura, da riportare al centro dell’agenda politica nazionale insieme alle infrastrutture: nella nostra Provincia ci sono aziende splendide che sono in grado di confrontarsi a livello internazionale e la cui competitività rischia di essere compromessa dall’attuale situazione di marginalità che bisogna dunque necessariamente sanare.