Emergenza idrica: alla fine la soluzione è l’allaccio alla conduttura Asi

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Sono iniziati, e si concluderanno tra un paio di giorni, i lavori di allacciamento della rete idrica comunale di Ragusa all’acquedotto del Consorzio ASI. L’intervento, attivato con affidamento diretto, verrà realizzato nei pressi della rotatoria del Centro Commerciale “Le Masserie” e comporterà una spesa di circa 5 mila euro. La decisione è stata assunta dal Commissario straordinario del Comune di Ragusa, Margherita Rizza, dopo averla discussa la scorsa settimana al tavolo tecnico che si è svolto alla Prefettura per fronteggiare l’emergenza idrica.

“Tale allacciamento – ha dichiarato  il Commissario Straordinario Margherita Rizza – consentirà di alleviare notevolmente i problemi di approvvigionamento idrico nella parte bassa di Via Paestum, Piazza Croce e  zone circostanti”.

Un provvedimento immediato che comunque non riguarda il pozzo B. Stamani si è tenuto un incontro al Laboratorio di Igiene Pubblica dell’Asp, nel corso del quale si è proceduto ad un confronto tra i campioni di acqua prelevati ieri mattina dal pozzo, con quelli prelevati lo scorso venerdi. I parametri pare siano immutati e risulterebbero discreti. Ecco perchè l’Asp – ha spiegato il direttore sanitario Vito Amato – proprio stamani ha trasmesso una missiva al Commissario di Palazzo dell’Aquila e ai tecnici comunali. Nella lettera si demanda al Comune di decidere se aprire o meno il pozzo B a condizione che l’acqua da immettere nell’acquedotto non è a fini potabili, ma per uso esclusivamente igienico sanitario oppure da poter ingerire previa ebollizione. Questa è una condizione incontrovertibile, sottolineata proprio dall’Asp, che spiega come l’inquinamento presente non può essere eliminato nell’immediato, ma nel tempo, dunque basterebbe stare attenti nell’utilizzo del prezioso liquido, attenendosi alle indicazioni date.

E su questo aspetto, ossia l’apertura del pozzo B, ancora il Comune non si è espresso. Intanto sul versante relativo all’attività di indagine condotta dai carabinieri del Nas sono in corso altri sopralluoghi in aziende agricole, una decina in tutto, per verificare l’eventuale responsabilità all’inquinamento registrato nei pozzi B e B1, quest’ultimo molto preoccupante in quanto è inquinamento fecale.