Il 1 marzo si va a Palermo per salvare il Campailla

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Il 1 marzo si terrà a Palermo una nuova riunione del tavolo per il dimensionamento scolastico e una delegazione di docenti, studenti e rappresentanti istituzionali partirà da Modica per andare a sostenere le ragioni della salvezza del Liceo Classico “Tommaso Campailla”.

Così è stato deciso questa mattina in occasione di un’assemblea pubblica organizzata dai rappresentanti di istituto, a cui hanno partecipato alunni e insegnanti, il preside Sergio Carrubba, ma anche ex presidi ed ex docenti ormai in pensione e il sindaco Antonello Buscema.

 

Il problema è che al tavolo del 1 marzo si andrà con la consapevolezza che ci sono delle regole da rispettare: la dimensione media degli istituti è stata infatti stabilita nella misura di 880 allievi.  

Purtroppo il Liceo Classico è molto lontano da questa soglia, avendone appena 204, che diventano 480 se vi si sommano quelli del corso Artistico.

 

Bisogna dunque stabilire quale strategia seguire: continuare a rivendicare il diritto che l’Istituto si salvi per ragioni storiche e culturali, essendo il più antico della Provincia, oppure proporre soluzioni che tengano conto anche della “logica dei numeri” applicata dalla Regione?

 

Il Dirigente Carruba e lo stesso sindaco Buscema sembrano più orientati a seguire questa seconda via.

“Non avrebbe senso puntare mettere un’altra pezza per un anno – ha detto Carrubba – anche perché l’assegnazione di un dirigente scolastico reggente non consente di impostare un lavoro a lungo termine, che servirebbe invece anche a creare le condizioni per far crescere l’istituto. La soluzione più logica, per creare una stabilità definitiva, potrebbe essere l’accorpamento al Liceo Scientifico, che creerebbe un polo dell’istruzione di circa 1200 alunni”.

Diversa è l’idea del sindaco, che aveva già proposto l’accorpamento al Campailla dell’istituto De Amicis, nonostante si tratti di un polo di istruzione primaria e non secondaria: “Anche se è una soluzione a cui si ricorre solo in casi eccezionali – ha spiegato Buscema – ci consentirebbe di ottenere una soluzione stabile senza sottrarre pezzi ad altri istituti superiori. Purtroppo dobbiamo renderci conto che motivazioni come quelle storiche e culturali rischiano di essere troppo deboli e semplicemente respinte, dato che i nostri interlocutori sono purtroppo rigidi su logiche ragionieristiche: dobbiamo quindi prepararci a gestire l’evenienza che le nostre ragioni non vengano accolte e trovare ugualmente una soluzione per salvare l’identità del Campailla”.

 

L’ex dirigente scolastico Girolamo Piparo, attualmente reggente all’Istituto d’Arte di Comiso, ha citato proprio l’episodio del mancato accorpamento con la Bufalino di Pedalino, giustificato anche dal fatto dal livello diverso di istruzione e dai problemi che questo creerebbe nel momento in cui l’istituto dovesse relazionarsi con la propria istituzione di riferimento (la Provincia in un caso, il Comune nell’altro).

 

Come lui, la maggior parte di allievi ed ex allievi, affezionati al loro “Campailla”, sono più propensi a far valere le ragioni identitarie: “Rivendico un orgoglio che non è solo degli studenti ma della città – ha commentato Alessio Ruffino, ex alunno ed ex rappresentante d’istituto – per cui penso che bisogna portare avanti una battaglia fondata sul diritto di una istituzione storica di sopravvivere e di mantenere la propria tradizione rispetto alle logiche dei numeri”.