Il Magliocco aprirà a ottobre?

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Taverniti in piena incoerenza con le ultime dichiarazioni del sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, che ha garantito l’apertura per maggio 2013, si lascia sfuggire una frase allarmante sui quotidiani del calatino : “E’ importante – dichiara – poter garantire fondi per la gestione del traffico aereo almeno per 5-7 anni. Oggi abbiamo una copertura grazie all’accordo con la Regione di soli due anni, non si può aprire uno scalo senza avere una programmazione a medio e lungo termine. A Ottobre, però penso potrebbe esserci il primo decollo”. Ma il peggiore affondo di Taverniti è quello di avere considerato l’aeroporto di Comiso, un aeroporto turistico, il che significherebbe l’incentivazione di un turismo stagionale e la vertiginosa riduzione del numero di passeggeri annualmente. Significherebbe anche dare ragione a Vito Riggio, presidente Enac, che più volte ha considerato il Magliocco “un aeroportino da massimo 500.000 passeggeri l’anno”. “In questo sistema bisogna pensare a Comiso – ha infatti dichiarato il presidente Sac – non come a un aeroporto classico ma viste, ad esempio, le peculiarità del territorio ibleo il Magliocco potrebbe essere uno scalo turistico”.

Insorge il gruppo attivo Apriamo l’aeroporto, che su FB è una realtà non più tanto virtuale da quando si è costituito in comitato, e che ad oggi accoglie quasi 10.000 iscritti. Marco Giuliana, a nome del comitato e di tutto il gruppo, ha infatti dichiarato : “ Partendo dal presupposto che la presenza di un aeroporto costituisce un motore di sviluppo per l’economia locale e che tale sviluppo si concretizza non solo nel consolidamento di alcuni settori già radicati, ma anche nella possibilità di recepire nuove tipologie di attività indotte dalla presenza dell’aeroporto, primo fra tutti quello della logistica e delle attività a servizio delle merci, più mi convinco che l’ottimizzazione del nostro processo economico debba passare da una gestione che punti sulla scelta di un vettore che se fidelizzato possa garantire un buon grado di accessibilità aerea che costituisce uno dei fattori essenziali per lo sviluppo di una qualsiasi economia. Un obiettivo imprescindibile per le forze che hanno come compito principale il sostegno dello sviluppo e del sistema delle imprese. Solo in questo contesto la società di gestione potrebbe competere per conservare e attrarre le funzioni direzionali, produttive ed aziendali. L’accrescimento dell’andamento economico della nostra zona, che risulta avere quelle caratteristiche che possono sicuramente favorire e sostenere lo sviluppo dell’aeroporto stesso, verrebbe garantito dalla promozione e dallo sviluppo di potenziali nuovi settori, nonché dalla creazione di un sistema adeguato di servizi ai passeggeri e alle imprese. Una compagnia aerea che faccia “hubbing” con la tendenza di cercare di far viaggiare gli aerei con il maggior numero di passeggeri possibili nella maniera economicamente più conveniente attraverso alleanze, con una nuovi investimenti in strutture e flotta con la scelta di radicarsi maggiormente, spostando la base di armamento e di supporto logistico,sul territorio Ragusano garantirebbe quegli introiti che servirebbero a potenziare la dotazione infrastrutturale dell’aeroporto.  Dunque, se esistono i requisiti ai fini del raggiungimento di un pieno sviluppo come fa il neo presidente della Sac “Enzo Taverniti” a dichiarare a mezzo stampa, con un’accezione sconosciuta al linguaggio dell’aviazione civile, che l’aeroporto di Comiso dovrà seguire lo sviluppo di uno “scalo turistico”? E su quali criteri afferma che l’aeroporto aprirà ad Ottobre ? Sento parlare di aeroporti “hub”, “spoke”, “point to point”; Il presidente della Sac potrebbe illustrarci il programma di sviluppo per l’aeroporto “turistico” di Comiso ? La sensazione ricavata risulta essere quella volta ad occultare un grande potenziale”.