Il Pd è alle prese con una (non generosa) analisi del voto

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Anche il Partito Democratico di Modica di questi tempi soffre le conseguenze della “vacanza della sede”.

L’annuncio di Antonello Buscema di non ricandidarsi a sindaco avrebbe dovuto avviare immediatamente i lavori del “conclave” nella segreteria cittadina, ma al momento sembra mancare la materia prima: le candidature.

Più di un nome è circolato nelle scorse settimane: da quello dell’avvocato Salvatore Poidomani, professionista esterno al partito ma dal grande seguito in città, a quello del segretario generale della Cgil Giovanni Avola. Ma sembra che le disponibilità stentino ad arrivare.

 

E del resto i risultati delle Elezioni Politiche non incoraggiano certo al “sacrificio”. Il Partito Democratico è infatti il terzo partito in città, con un 16,17% alla Camera e un appena più alto 18,26% al Senato: dati tutt’altro che incoraggianti rispetto a un PdL che arriva al 24% e ad un Movimento 5 Stelle che alla Camera supera addirittura il 40%.

 

Mentre il segretario cittadino Giancarlo Poidomani si fa trovare, proprio in questo frangente, fuori sede per motivi personali, sono altri che all’interno del Pd modicano si intestano l’analisi del voto.

A cominciare dall’ex vice di Poidomani, Ezio Castrusini, che non si nasconde dietro un dito e parla del suo come di “un partito che non è riuscito ad arginare la perdita di consensi”. “Eppure – considera Castrusini – il Pd è il partito che sostiene il sindaco Antonello Buscema: sta a dire, un amministratore che difficilmente può essere annoverato tra i componenti della casta e che in questi anni è stato l’unico a porsi in sincero ascolto e in atteggiamento di pieno coinvolgimento della comunità”. Castrusini insomma “scagiona” l’amministrazione dalle responsabilità rispetto all’esito di questo voto e le attribuisce piuttosto alla classe dirigente del Partito stesso: “Pare necessario e urgente che la struttura dirigente rimetta in discussione la linea programmatica sin qui seguita nonché quel suo modo di intendere la politica, che, nonostante i recenti avvicendamenti direttivi, non è risultato adatto a corrispondere al nuovo linguaggio in uso presso l’elettorato, né disposto ad aggiornare le proprie proposte, idee e visioni”.

Castrusini si riferisce evidentemente al nuovo esecutivo nominato da Poidomani all’indomani delle elezioni regionali.

A questo punto la proposta è quella che il percorso delle prossime settimane “non avvenga più nel chiuso di una riunione di direzione, ma già si compia attraverso il coinvolgimento e la convocazione di tutti gli iscritti e i simpatizzanti PD, in un confronto aperto e schietto”.

 

Il capogruppo del Pd Giorgio Zaccaria, non lontano da questa analisi, confida tuttavia che “alle amministrative sarà più difficile per il Movimento 5 stelle ribadire questa affermazione, giacchè in quella competizione conteranno molto di più le persone e la loro credibilità. Purtroppo – commenta Zaccaria – alle Politiche ci è stata sottratta la possibilità di condurre una campagna elettorale incentrata sui candidati e anche qui ha avuto la meglio la demagogia di Berlusconi e Grillo”.

 

Tuttavia, giacché si confida nel valore delle persone, si attende di conoscere quali saranno in questo senso le proposte del Pd, e non è escluso che proprio Castrusini e Zaccaria possano essere più direttamente coinvolti nella competizione.
Anche perché si è parlato di primarie di coalizione e il Pd ha tentato approcci con Sel e altri movimenti di sinistra, come l’associazione LiberaModica del giornalista Angelo Di Natale.

Bisognerà vedere se queste forze accetteranno effettivamente di ricompattare il fronte del centrosinistra per arginare l’avanzata grillina e, in questo caso, quale sarà il candidato più credibile per affrontare quella che – con le percentuali di oggi – appare una missione impossibile.