Modica dice addio a Don Pietro Scollo

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E’ il giorno più triste per il Modica Calcio. Oggi a 93 anni si è spento Zio Pietro Scollo, il Modica Calcio. Se n’è andato come un guerriero, sul campo di battaglia. Oggi il Modica era impegnato nell’anticipo di campionato a Misterbianco e lui come sempre era al seguito della squadra.

 

Erano in corso le fasi di riscaldamento quando gli si sono avvicinati due tra le sue centinaia di ex giocatori, Regalino e Chiavaro per salutarlo affettuosamente. Una scena che si ripete ogni domenica in qualsiasi campo della Sicilia a testimoniare la straordinaria umanità che quest’uomo ha saputo trasmettere in tutta la sua vita. Si parlava di calcio naturalmente, dopo qualche parola però gli occhi di Zio Pietro si sono chiusi. Per sempre. E’ rimasto lì, seduto su quella panchina. Circondato dai suoi giocatori che in lacrime lo hanno salutato.

 

Naturalmente il Modica oggi non giocherà.

Ci piace immaginare, anzi ne siamo sicuri, che questo sia stato il modo migliore per andarsene. Quello che avrebbe scelto lui, se avesse potuto.

 

Non è facile racchiudere la sua straordinaria storia di uomo e di sportivo in poche righe. Si rischia di cadere nella retorica, di dire cose banali e scontate. Tutto l’opposto di quello che è stato in 93 anni di vita, 80 dei quali trascorsi con i colori rossoblu addosso.

Dagli inizi, in un campetto vicino la stazione ferroviaria dove fece nascere il calcio a Modica portandolo per mano fino al terzo millennio. Ha collezionato vittorie e sconfitte, ha gioito e pianto insieme a tutti gli appassionati di calcio modicani che lo hanno sempre considerato come uno di casa.

“Nun ti sciarriari cu nuddu” è stato il suo motto. Lo ripeteva all’infinito anche al posto di un semplice arrivederci.

 

Delle stupide norme gli avevano impedito di fare il massaggiatore in occasione dell’ultimo campionato tra i professionisti del Modica nel 2006 ma lui era riuscito a dribblare ogni impedimento continuando a svolgere sempre il suo compito.

Ad inizio di quest’anno era stato nominato presidente onorario del sodalizio della Contea anche se lui aveva continuato a seguire la squadra sempre in primo piano.

E in primo piano, sul campo, ci ha lasciati.

 

Oggi è come se un amico, un nonno, un fratello, uno Zio fosse andato via.

Un simbolo di Modica che non c’è più. E’ stato giocatore, allenatore, presidente, massaggiatore, amico e consigliere di tutti coloro che almeno una volta hanno vestito la maglia a strisce rossoblu.

E’ impossibile racchiudere la sua figura in un freddo ruolo istituzionale.

Lui è stato e sarà sempre il Modica Calcio. Punto e basta.