Gli uomini delle altre

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“Le ventenni sono favolose. Ma solo finché non ne vedi una che sta con l’uomo che ti ha spezzato il cuore”.

Carrie Bradshaw, Sex and the city

 

 

Donne mie tenetevi forte! Ho una notizia bomba per voi! Se è vero che, stando ad una leggenda metropolitana, nel mondo ci sono 7 donne per ogni uomo in Italia pare che i numeri siano decisamente a nostro vantaggio! Sembra, infatti, che la percentuale sia di 1 a 0,9! Vale a dire un’italiana quasi intera per ogni uomo in circolazione! Insomma, siamo pari! Mettete dunque da parte la paura di rimanere zitelle e di acidificarvi come yogurt in un angolino col passare degli anni. E’ tutto ok. Dio vede e provvede e se ha creato voi (la pentola) da qualche parte ha messo anche il coperchio…dovete solo aspettare e pregare che non l’abbia nascosto troppo bene!

Molte di noi, però, purtroppo non si sono aggiornate e non essendo al corrente di questi dati tanto incoraggianti l’universo femminile sta letteralmente dando i numeri. Ma può la paura di rimanere sole diventare talmente forte da indurci a passare sopra ogni cosa? Cosa stiamo diventando se per un capriccio o un sentimento più o meno forte siamo disposte a calpestare i sentimenti di una donna come noi? Fin dove siamo disposte a spingerci senza minimamente curarci delle conseguenze delle nostre azioni?

“Homo homini lupus” recita un detto latino. L’uomo è un lupo per gli uomini stessi, dove per “uomo” naturalmente s’intende l’intera razza umana (evidentemente anche i latini erano già abbastanza maschilisti…). Ed è davvero così? Viviamo in una giungla dove vige la legge del più forte e ci dobbiamo guardare le spalle dai nostri simili perché potrebbero divorarci?

E noi che cosa siamo? Leonesse orgogliose e inferocite pronte ad uccidere pur di difendere ciò che è nostro o timide cerbiatte che non sanno o non possono reagire?  

Dato che siamo in tema di proverbi e frasi fatte ci aggiungerei anche “L’erba del vicino è sempre più verde” almeno rendo ancora più chiaro il concetto. Non ci basta. Quello che abbiamo non ci basta mai. Anche se avessimo tutto non sarebbe abbastanza. Ci basterebbe scostare le tende e guardare al di là della strada per scorgere qualcosa di migliore e far scattare i sensi. Ma il gioco vale la candela?

Non spetta di certo a me perdermi in discorsi moralistici, ognuno fa le sue scelte e se ne assume le responsabilità. Però pensavo che, qualche tempo fa, un ragazzo mi fece una domanda. Chiacchierando del più e del meno davanti ad un drink mi chiese qual è la prima cosa che guardo in un uomo. Attimo di smarrimento. Il sedere? Gli occhi? La bocca? No. Mi sono resa conto in un istante che non guardo nulla di tutto questo se non in un secondo momento. E allora cosa?

Illuminazione! Io guardo l’anulare sinistro!

Si, donne mie. Io guardo l’anulare sinistro e se una fede o una fedina luccica proprio lì non mi soffermo proprio a contemplare il resto. E’ chiaro che l’inganno è comunque dietro l’angolo perché non tutti gli uomini impegnati (sposati, conviventi o fidanzati che siano) portano questi elementi distintivi ma mi chiedo perché…perché la maggior parte di noi non si volta dall’altra parte quando si trova davanti gli uomini delle altre? Perché non ce ne frega niente? Perché non abbiamo rispetto? Perché non ci fermiamo prima che sia troppo tardi? Perché ci lasciamo trascinare pur sapendo che è sbagliato? Salvo poi piangere quando scopriamo di avere una coscienza (sporca) o quando lui deciderà comunque di non lasciare lei per l’altra.

“Il mare è pieno di pesci” ( ormai che sono partita coi luoghi comuni…) dice qualcuno e mi viene in mente una puntata di Sex and the city in cui a Carrie viene chiesto, essendo “esperta in fatto di uomini”, di tenere un corso ad un gruppo di donne in cerca dell’anima gemella che non sanno “abbordare”. La prima lezione la tiene chiusa in un’aula e le sue “allieve” quasi le lanciano le uova ma poi decide di portarle fuori perché a volte basta svoltare l’angolo per trovare chi ci stava aspettando da una vita. Dobbiamo, dunque, per forza incaponirci su quel ragazzo non disponibile?

L’esperienza e gli errori, per fortuna mai gravi, di un passato lontano a me hanno insegnato che basta semplicemente evitare accuratamente determinate situazioni e spero così, in futuro, di poter camminare sempre a testa alta e senza il timore di incontrare qualcuno che mi faccia sentire in dovere di abbassare lo sguardo per vergogna.

Da femminista straconvinta (ormai penso l’avrete capito) non ho dubbi sul fatto che il potere sia principalmente in mano nostra. Gli uomini sono fragili e spesso gli basta una crisi passeggera per sentirsi libero di guardarsi intorno. Se dunque noi imparassimo finalmente a dire di no, tanto con la bocca quanto con lo sguardo, avremmo già risolto il 50% del problema e considerato che un misero 20% lo risolverebbero da soli gli uomini fedeli ( a proposito…sapete che secondo lo studio di un certo Satoshi Kanazawa della London School of Economics i monogami sono anche più intelligenti?) ci rimarrebbe da affrontare solo il restante 30%. Potremmo anche farcela.

 

 

“A quanto pare  il “Titanic” di una donna può essere la “Love Boat” di un’altra”.

Carrie Bradshaw, Sex and the city