Secondo circolo Pd: anche per la Padua non s’ha da fare

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“I percorsi democratici portano a soluzioni e a scelte che possono anche non piacere. Ma la democrazia ha delle regole tra cui il rispetto di una maggioranza da parte delle minoranze e del ruolo delle minoranze da parte della maggioranza. Principi che vanno rispettati se si vuole, come nel caso di specie, mantenere la dizione di Partito Democratico”.
E’ quanto afferma la senatrice Venera Padua a proposito della vicenda riguardante il “caso” Ragusa. “Nel capoluogo – prosegue Venera Padua – c’è una segreteria democraticamente eletta, c’è un segretario, un direttivo, un circolo. Le scelte, sia elettive che decisionali, sono state addotte consentendo a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero ed il proprio voto. Chi non condivide le scelte operate democraticamente svolge, come in qualunque organo che si vuole qualificare democratico, un ruolo di opposizione cui far esprimere le nobilissime idee che non hanno incontrato il favore della maggioranza. Queste, comunque, hanno la possibilità di ritornare ad essere esplicitate e valutate anche ai fini del rinnovo degli organismi rappresentativi già nel prossimo congresso, che è in programma. Ritengo, come ribadito dagli organismi nazionali e regionali del partito, che non è il momento di costituire nuovi circoli per molteplici motivi ma soprattutto perché potrebbero creare confusione e disaffezione da parte degli elettori e delle elettrici, che hanno ritenuto di aderire ad un Partito Democratico, tale non solo nella dizione ma anche nei fatti. Particolarmente, qualunque scelta di separazione e divisione, in un momento in cui ancora non si rinnovano gli organi rappresentativi e decisionali, risulterebbe incomprensibile ed inspiegabile per tutti coloro che, con fiducia e speranza, hanno ritenuto anche con il voto affidare al Pd la guida del Paese in questo delicato momento della vita nazionale e locale. Da parte mia un invito specifico e forte, per quel che rappresento in questo momento come parlamentare eletta in questa provincia ed in questa regione, al fine di ricomporre separazioni e discussioni che potranno con serenità e reale stile democratico essere affrontate nei momenti e nei luoghi a ciò deputati”.