Province: cosa ne pensano Scarso e Antoci

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Per ragioni diverse, ma né l’attuale commissario della Provincia regionale di Ragusa Giovanni Scarso né l’ex Presidente Franco Antoci condividono del tutto l’impostazione che il Governo Crocetta sta dando alla riforma delle Province, con la creazione dei liberi Consorzi di Comuni.

 

“Io credo – commenta il Commissario Scarso – che l’idea fondante di Crocetta sia quella di procedere ad una rivisitazione del ruolo delle Province, o meglio di un ente intermedio come le Province, più che alla sua abolizione. Non a caso si parla nel ddl approvato dalla Giunta Regionale di liberi consorzi dei comuni. E’ la riprova che il livello istituzionale intermedio lo si vuole mantenere, anzi intende rafforzarlo trasferendo ai consorzi altre competenze che finora sono state di pertinenza dell’Istituto Case Popolari, dei Consorzi di Bonifica e degli Ato Idrico e Ambiente. La proposta legislativa è di istituire un ente di secondo livello per abbattere i costi della politica e questo mi sembra un ragionamento che apprezzo. Ma lo stesso provvedimento – spiega Scarso – si può ottenere mantenendo l’attuale assetto e approvando una legge che riduca il numero degli assessori e dei consiglieri perché ritengo fondamentale l’elezione diretta del presidente della Provincia: è un tributo necessario da pagare alla democrazia. Operando in tal modo si coniuga la volontà dei cittadini di abbattere i costi della politica ma anche di mantenere un ente intermedio come la Provincia perché è un punto di riferimento per alcuni settori amministrativi come la viabilità, l’edilizia scolastica e la difesa e valorizzazione dell’ambiente”.

 

Continuo a pensarla come l’ho sempre pensata – commenta invece l’ex presidente Franco Antoci – e cioè che le Province vanno snellite e vanno fatti dei risparmi di spesa, ma o si aboliscono del tutto – e in questo caso ci vuole una norma costituzionale – o i liberi Consorzi di Comuni sono solo un’operazione di facciata. Secondo me si arriverà invece ad un aumento della spesa e soprattutto ad un disordine istituzionale che coinvolgerà anche l’ordinamento dello Stato: le Prefetture, le Questure, gli uffici governativi si reggono infatti tutti sulle circoscrizioni provinciali. Allora io sarei per mantenerle invariate, realizzare un risparmio sui costi della politica e invece affidare alle Province altre funzioni, come quelle di Iacp e Ato. Affidarle ai Comuni non è ragionevole, perché non ne hanno le possibilità finanziarie: l’esperienza che abbiamo fatto con gli Ato rifiuti dice tutto, dato che si è trattato proprio di consorzi di comuni che dovevano portare avanti la gestione dei rifiuti e sono arrivati a risultati fallimentari con una esagerata mole di debiti. Il problema non è di facile soluzione – conclude Antoci – ma è certo che si vuole fare una riforma solo per cambiare la denominazione di un ente intermedio, questo darà solo l’illusione di risparmiare e non rappresenterà un effettivo cambiamento”.