Un’artista gli decora il locale, lui si appropria di tutte le opere

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Oggi è stata la volta dell’ascolto del racconto da parte della parte offesa e di due testimoni in suo favore. Si tratta del processo contro il modicano Giuseppe Puglisi, che al tribunale penale deve rispondere di appropriazione indebita, e della madre, accusata di minacce e percosse. Entrambi difesi dall’avv. Alfonso Cannata. Stante il racconto della denunciante Giovannella Scifo, i fatti riasalgono al 2008 quando il Puglisi, dovendo ristrutturare i locali della sua discoteca “Maya”, affidava i lavori di decorazione delle pareti all’artista e amica Scifo. Al completamento dei lavori di restauro, il proprietario organizzava l’inaugurazione del nuovo locale e la pittrice, d’accordo con lui, portava e sistemava altri propri dipinti al fine di farli ammirare ed, eventualmente, acquistare dai partecipanti all’opening. Insomma, l’occasione era diventata anche una mostra d’arte. Ed infatti, la Scifo finì per vendere una delle sue opere pittoriche. Solo che al momento di recuperarla dalla discoteca per consegnarla all’acquirente nasceva un alterco con la madre del Puglisi che non voleva che i quadri fossero tolti dalla pareti. Pare che quest’ultima, davanti a testimoni, non solo abbia inveito contro la Scifo ma abbia finito per mollarle un manrovescio. Il Puglisi, appreso della lite fra la madre e…l’ormai ex amica, completava l’opera trattenendosi tre opere pittoriche e, sempre stante la denuncia della Scifo,  non liquidandole nemmeno il corrispettivo per i lavori eseguiti all’interno della discoteca. Il processo, giudice onorario Francesca Aprile, vice procuratore onorarioVeronica Di Grandi, continuerà con l’ascolto degli altri numerosi testimoni della vicenda.