
È stato sospeso lo sciopero degli autotrasportatori siciliani, mentre resta attivo lo stato di agitazione in attesa dell’esito del confronto istituzionale previsto per il 22 aprile al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La decisione arriva dopo la convocazione del tavolo nazionale, al quale parteciperà il Comitato trasporti siciliani. L’incontro, previsto alle ore 17, affronterà le criticità del settore del trasporto merci in conto terzi e vedrà la presenza del vice ministro Edoardo Rixi.
Sul fronte regionale, è stata convocata per il 16 aprile a Palermo la Consulta regionale per l’autotrasporto e la logistica dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Al tavolo parteciperanno Anas, Fs Cargo, Rfi, Interporti Siciliani e Cts, con l’obiettivo di individuare misure per contenere gli effetti della crisi in Medio Oriente sul comparto dei trasporti.
Il confronto istituzionale si inserisce in una fase di forte tensione per il settore, condizionato dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre che dalle difficoltà legate alla logistica.
Sul piano economico, le associazioni industriali evidenziano l’impatto del caro carburante e dell’energia sulla competitività delle imprese, sottolineando come i rincari stiano incidendo in modo trasversale su manifattura e servizi.
Restano inoltre le criticità legate alla gestione dei costi della transizione energetica e ai meccanismi di incentivazione, elementi che contribuiscono a un quadro di instabilità per l’intera filiera dei trasporti.
La sospensione del fermo ha evitato una paralisi immediata del comparto, consentendo la ripresa delle normali attività di approvvigionamento e distribuzione. Tuttavia, la situazione resta sotto osservazione: il Comitato Trasportatori Siciliani ha confermato il mantenimento dello stato di agitazione fino all’esito del confronto previsto per il 22 aprile al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il settore resta quindi in attesa di riscontri concreti sul piano delle misure da adottare, mentre il percorso istituzionale passa ora al livello ministeriale per la definizione delle prossime decisioni.
