Cundari, contestato per l’esonero di Gallicchio, lascia la presidenza del Modica

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Alla fine se ne è andato lui. Per ora… Cundari, il presidente del Modica che ieri ha cacciato –in modo decisamente affrettato– mister Claudio Gallicchio. Ha deciso di chiudere qui –per ora…– la sua storia al vertice del Modica calcio. Lo ha fatto affidando al suo ufficio stampa un documento intriso di amarezza ma anche acrimonia. Amarezza perché, sostanzialmente, c’è rimasto male del fatto che i tifosi non gli abbiano perdonato l’esonero del bravo Claudio Gallicchio (e poi per riprendersi il ‘fedele’ Catania che non starebbe simpatico a molti…) e perchè, sostanzialmente, le motivazioni addotte all’esonero (e noi lo abbiamo scritto ieri), sembrano claudicanti. E così oggi, come fulmine a ciel, invero, poco sereno, ha salutato e se ne è andato. Assicura che gli altri dirigenti restano al loro posto, che la stagione sarà chiusa sia dalla prima squadra che dalla ‘Scuola Calcio’ e che ogni adempimento sarà compiuto, compreso quello degli stipendi ai giocatori. Speriamo. Cundari e Modica hanno fatto ‘mala farina’ da subito. Non c’è mai stato feeling tra lui e la tifoseria e parte della città. Le polemiche sullo stadio ‘concesso’ sono ancora ben presenti. Diciamoci le cose come stanno: la sua ‘grandeur’, alla fine, è stata solo sulla carta, sull’immagine; ma poca sostanza. Ha sbagliato l’approccio. Cundari aveva rimediato il rapporto con la tifoseria scegliendo come tecnico quel gran signore che è Claudio Gallicchio, un allenatore bravino anche se forse un po’ inesperto. Ma che stava imparando. Ma, probabilmente, Cundari si fida molto più di Catania –e allora perchè lo ha esonerato a dicembre???– e così non gli è parso neppure vero dello scivolone di Brolo per cacciare Gallicchio e riprendersi Seby. Peccato però che ha scelto la partita ‘sbagliata’. Perchè a Brolo il Modica è stato sconfitto immeritatamente e anche a detta degli osservatori e dei giornalisti di là, il migliore è stato proprio il portiere della Tiger. A Brolo il Modica ha giocato una delle sue partite più belle e veniva pure da due vittorie di fila (una in casa con il Real Avola e l’altra a Misterbianco), tutte dedicate a Don Pietro che non c’è più. L’esonero di ieri ha stonato; Cundari lo sa. E la reazione dello sparuto pubblico di tifosi che ha ancora a cuore il Modica, è stata pesante sul web e sui social network. Non hanno digerito l’allontanamento di Gallicchio. E non l’hanno mandato a dire a Cundari. Il quale oggi scrive che andandosene via, fa contento chi non  l’hai mai voluto  e chi ha tramato alle sue spalle… Appunto, chi? Lo dica; tanto ormai ha chiuso con la presidenza de Modica –per ora…-. Non ne esce bene da questa storia il presidente Cundari. I tifosi hanno tutto il diritto di contestare un esonero che, tecnicamente, è eccepibile. Gallicchio doveva restare sino alla fine della ‘regular season’ perchè non c’era possibilità che fallisse. Ed anzi i play off, con il clima bello che aveva creato in seno alla squadra, avrebbe anche potuto vincerli. Invece, ancora una volta, il giocattolo rossoblù s’è rotto. Cundari non è ‘straniero’ per Modica. E’ solo uno che ha commesso qualche errore. E quello più grosso lo ha fatto ieri cacciando Gallicchio. Un altro lo sta facendo andandosene -per ora…-. Da queste parti, le pantomime non sono gradite e non crediamo davvero che, come invece scrive oggi il presidente uscente, ci sia qualche tifoso arrivato oltre i limiti della sana contestazione. Cundari rifletta un po’; e se questa era una mossa per farsi ‘pregare’ a rimanere, acceleri i tempi e resti senza ‘tira e molla’ e preghiere. Modica gliene sarà riconoscente. Altrimenti, chiuda subito questa parentesi durata 16 mesi e   riconsegni la squadra al sindaco che gliela aveva affidata. E poi, chi vivrà, vedrà…